L'avvocato Paolo Bernasconi, all'epoca procuratore pubblico sottocenerino (©Tipress)

Le BR e quella targa ticinese

Il ritrovamento di un contrassegno automobilistico in un ex covo nel Lazio riporta a galla una domanda: quali erano i rapporti tra i terroristi rossi e il nostro cantone?

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C’è anche una targa automobilistica del canton Ticino nell'ex deposito clandestino delle Brigate Rosse scoperto domenica nei boschi di Poggio Catino in provincia di Rieti. Impossibile stabilire a quando risalga, né se sia vera o contraffatta, o se sia mai stata utilizzata eventualmente per varcare il confine. Di certo si sa solo che il ritrovamento riporta a galla una domanda almeno parzialmente rimasta aperta: quali erano i rapporti tra Brigate Rosse e canton Ticino?

 

Al di la del caso di Alvaro Lojacono Baragiola, che ebbe ampio risalto mediatico, negli anni 70 il Ticino fu crocevia privilegiato per personaggi e movimenti eversivi di quegli anni come spiega alla RSI l'allora procuratore pubblico sottocenerino Paolo Bernasconi. “È inevitabile, per ragioni geografiche. – dichiara – E anche perché dall’altra parte avevamo le province ricche italiane rifugio e teatro di attività terroristiche”.

Evidenziare trame e contatti non fu semplice. “Avevamo già allora ritrovato i primi elementi. Mi ricordo che sono andato a parlare a Treviso con il giudice Calogero, che aveva trovato i primi segnali che facevano capire come la parte militare delle Brigate Rosse sfruttasse diversi movimenti”.

Erano localizzati nel Locarnese. L'incarto fu quindi acquisito da Dick Marty, che portò alla sbarra nel 1981 alle assise criminali di Locarno cinque imputati: furono accusati di vari reati, dall'occultamento e trasporto di materiale esplosivo sino al furto e alla violazione della legge federale su domicilio e dimora degli stranieri.

Insomma, un gruppo di fiancheggiatori dei movimenti eversivi della sinistra italiana, come emerge anche dalle testimonianze del primo grande pentito brigatista Carlo Fioroni, spesso in Svizzera e in Ticino. Nell'ottobre dell'81, a quasi 10 anni dai fatti, i cinque furono condannati da un massimo di 2 anni e 7 mesi a pene minori con la condizionale. ma le trame terroristiche che lambirono il Ticino non furono solo italiane e non solo di sinistra.

“Siamo stati confrontati con alcuni ritrovamenti importanti legati alla Rote Armee Fraktion tedesca e piano piano abbiamo tirato le fila anche dei legami con il terrorismo rosso e quello nero. All’epoca c’erano anche gruppi terroristici fascisti implicati negli attentati ai treni”, conclude l'avvocato Bernasconi.

CSI/SP
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