"Locali, chiusure per garantire i turni"

In Ticino a causa della mancanza di personale cresce lo scontento nella ristorazione. "La situazione è critica", ammette Massimo Suter. Ecco le sue soluzioni

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Il settore alberghiero e quello della ristorazione sono stati tra i più duramente colpiti dalla pandemia. Di recente però, anche gli effetti a lungo termine del difficile periodo appena trascorso hanno iniziato a manifestarsi e tra i più ostici emerge quello della carenza di personale. Una problematica sempre più marcata, che tocca svariati ambiti economici ma che mette particolarmente sotto pressione bar e ristoranti, data la peculiarità degli orari lavorativi e la sensazione di precarietà insorta con il coronavirus. Il futuro prossimo preoccupa quindi la categoria che lancia l’allarme.

“La situazione è abbastanza critica – dichiara Massimo Suter, presidente di GastroTicino e gerente del ristorante Della Torre a Morcote – siamo all’inizio della stagione e vi è ancora una mancanza marcata, soprattutto di cuochi”. E per far fronte al problema bisognerà trovare delle contromisure che potrebbero anche essere parecchio dolorose: “So di locali situati in zone turistiche che hanno introdotto un giorno di chiusura non previsto per poter garantire ai dipendenti turni di lavoro giusti, in regola con il contratto collettivo di lavoro” aggiunge Suter.

La situazione peggiora: esercizi pubblici costretti a chiudere per garantire i turni
La situazione peggiora: esercizi pubblici costretti a chiudere per garantire i turni (TiPress)

L’aumento dei salari aiuterebbe in parte a contenere il fenomeno e a rendere più attrattiva la professione. A questo proposito, il vertice di GastroTicino afferma di avere recentemente trovato un accordo con i sindacati per l’anno 2023. L’esercente ricorda però che è compito individuale di ogni azienda rendersi interessante per la forza lavoro, e che non vi è alcun obbligo di pagare al minimo sindacale i propri collaboratori

Ristorazione, manca personale

Ristorazione, manca personale

Il Quotidiano di martedì 21.06.2022

 

Secondo l’opinione di un noto ristoratore luganese pubblicata sul portale Tio - che ha fatto parecchio discutere nei giorni scorsi - il problema starebbe invece nel fatto che si formano troppi esercenti e che tra questi la percentuale d’incapaci sarebbe molto alta.

Massimo Suter condivide l’idea che la ristorazione viene spesso banalizzata e che chiunque crede di poter aprire un esercizio pubblico, ma resta del parere che la scuola sia fondamentale per trasmettere professionalità e imprenditorialità agli operatori di domani.

E in riferimento alle associazioni di categoria che vengano incitate a “meno chiacchere e più fatti”, il presidente risponde picche e rimanda le accuse al mittente. “Abbiamo presentato un programma su cinque punti (vedi sotto, ndr.) con il quale si ambisce a far tornare allettante il settore. Tuttavia, non possono essere messi in atto dall’oggi al domani, ci sono dei passaggi obbligatori a Berna e Bellinzona”.

GastroSuisse: piano d'azione in cinque punti

1. Promuovere l'immagine del settore e della professione

2. Formare gli imprenditori in modo mirato (con l’obiettivo di aumentare la gestione orientata ai collaboratori e la stima nei loro confronti)

3. Garantire e promuovere nuove leve

4. Riqualificare le persone che hanno cambiato professione

5. Condizioni di lavoro più attrattive.

GF
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