Lugano paralizzata da un ciak (RSI)

Lugano, ciak non si gira... in auto

Il grande cinema sbarca sul lungolago, promettendo visibilità alla città. Ma nell'attesa prevale il malumore per le paralisi del traffico

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Un’auto sportiva nera che sfreccia sul lungolago, inseguita dalle telecamere della troupe. È stato probabilmente questo l’unico veicolo che giovedì a Lugano ha superato in velocità i pedoni.

È l’altra faccia del cinema, quella meno capita dagli automobilisti. Soprattutto se, per consentire le riprese cinematografiche, si è dovuta chiudere al traffico, ieri pomeriggio, a singhiozzo, e tutto il giorno oggi, l’arteria viaria che da Piazza Luini porta al Parco Ciani. Con un effetto paralisi, soprattutto mercoledì sera, sulle principali vie cittadine. “Si è creato un traffico impensabile in città - dice Guido Sassi, storico gerente del centro -. Per spostarmi da Besso a Molino Nuovo ho impiegato due ore e mezza”.

Ciak e si chiudono le strade a Lugano

Ciak e si chiudono le strade a Lugano

Il Quotidiano di giovedì 29.09.2022

 

Castelli: “Un impatto economico importante”

L’altro lato della medaglia, quello più luminoso, promette un importante ritorno d’immagine per Lugano. Che, assieme ad Airolo, ha fatto da “location” in questi giorni per un’importante serie televisiva prodotta da Amazon Prime. Nulla di più filtra sui contenuti del (tele)film. Se non che, da quanto si è potuto vedere prima che la pioggia in mattinata interrompesse i ciak, dovrebbe esserci un po’ di azione.

Per contratto non può rivelare nulla nemmeno la Ticino Film Commission, che lavora per convincere chi fa cinema, documentari ed audiovisivo ad ambientare nel cantone le pellicole. “Una produzione come questa - sottolinea il direttore Niccolò Castelli - dà lavoro a più di 40 persone sul set, a oltre 150 comparse. Senza dimenticare i servizi di sicurezza, gli alberghi, i ristoranti… Verranno spesi sul territorio in pochi giorni più di 700'000 franchi, con un impatto economico molto importante”.

Badaracco: “Lugano vista da milioni”

Anche per il Municipio di Lugano i disagi vengono controbilanciati dal volano promozionale. È questa la merce di scambio per trasformare il centro in un set. “Ci sono stati alcuni momenti di caos, che volevamo evitare, e ci scusiamo - dice il vicesindaco di Lugano, Roberto Badaracco, capodicastero cultura, sport ed eventi -. Abbiamo rilasciato queste autorizzazioni soprattutto in forza di quello che ci è stato prospettato come visibilità. Questa produzione di Amazon andrà in tutto il mondo, permettendo alla città e al suo lungolago di essere visti da milioni di persone. Con Ticino Film Commission abbiamo un accordo per promuovere l’arrivo di queste produzioni a Lugano. Ci sono altre riprese che avvengono, tranquillamente, nelle piazze e nelle vie, con un impatto meno visibile per il cittadino. Questa chiusura è stata un po’ più forte e ci dispiace per i disagi”.

Per il Ticino, dal punto di vista della settima arte, aggiunge Niccolò Castelli, “è stato un anno molto positivo. Solo in settembre abbiamo avuto tre grosse produzioni. Una in Val Bavona, l’altra a Locarno e la terza a Lugano. A dimostrazione della costante crescita della produzione audiovisiva nel cantone”

Una crescita che regala il sorriso anche ai commercianti. “È un’opportunità straordinaria in cambio di un disagio limitato a pochi giorni, ma…”. Ma, secondo Roberto Mazzantini, presidente dell’Associazione Via Nassa, per il futuro si potrà far meglio. “Capisco la segretezza sulle riprese, però bastava spiegare meglio il progetto per far digerire anche la chiusura viaria”.

Il ritorno d’immagine ci sarà, ma per ora risuona più forte l’eco delle lamentele.

Stefano Pianca
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