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Immagine d'archivio (Tipress)

Lungo il fiume Ticino

Un viaggio per capire l’impatto della siccità prolungata sul territorio. Dalla sorgente alla foce, sino all’ultima goccia. Reportage del TG

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In questa estate tra le più calde di sempre, dove molti record sono andati in frantumi, ci si ricorderà soprattutto della siccità. Una siccità che ha avuto un impatto notevole sull’ambiente, su flora e fauna. A stare male sono stati gli animali, le piante ma anche i fiumi. Il telegiornale è andato lungo il corso del fiume Ticino per capire quali problematiche hanno toccato il territorio, partendo dalla sorgente arrivando alla foce, sino all'ultima goccia. 

Prima tappa: la sorgente

Il viaggio parte da oltre 2’400 metri. A un passo da una delle sorgenti principali del fiume Ticino. Ad accompagnarci c’è Luca Nisi, meteorologo di MeteoSvizzera Locarno-Monti. Questo è un luogo importante non solo perché nasce il fiume che dà il nome al Canton Ticino, ma anche, e soprattutto, perché qui si possono constatare i cambiamenti climatici. 

Seconda tappa: il piano

L’impatto della siccità si vede dai pascoli al Piano di Magadino. Qui con Mario Tognetti, contadino e agricoltore de La Colombera di Sant'Antonino abbiamo affrontato i problemi con chi li ha vissuti in prima persona. Le mucche dai pascoli sono dovute scendere prima a causa della poca erba rimasta, ormai tutta secca. Sui campi a valle, invece, la grandine prima e la mancanza di pioggia poi hanno provocato molte perdite alle colture.

Terza tappa: l’energia

A soffrire non sono stati soltanto gli animali e i campi, ma anche i bacini. E di conseguenza anche il settore dell’idroelettrico. Le stime parlano di un 40% in meno di produzione elettrica da questa fonte di energia. Abbiamo affrontato la problematica con Edy Losa vicedirettore e responsabile produzione dell’Azienda elettrica ticinese.

 

Mattia Pacella
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