La produzione alla Farmaconsult di Sementina (© Ti-Press / Francesca Agosta)

Mascherine, la produzione tiene

In Ticino, le aziende nate durante la pandemia lavorano a pieno regime, ma per sopravvivere in futuro potrebbero aver bisogno di sostegni

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Nel corso dell'ultimo anno, diverse aziende in Ticino si sono lanciate nella produzione di mascherine per rispondere all'altissima domanda legata alla crisi sanitaria. Alcune di queste si sono ingrandite e oggi possono contare su un mercato che continua ad andare a gonfie vele. Altre guardano con più incertezza al futuro, temendo che una volta finita l'emergenza pandemica verranno spazzate via dalla concorrenza estera.

“Oggi le cose stanno andando molto bene. Siamo in grado di produrre 50-60'000 mascherine chirurgiche al giorno. Da un mese abbiamo iniziato anche la produzione delle FFP2”, spiega Moreno Lazzaroni, fondatore di TIMask, azienda con sede a Ligornetto che esporta anche fuori dalla Svizzera.

Anche il bilancio della Farmaconsult di Sementina è positivo. L'azienda fondata da Federico Tamò e Renzo Romano produce una mascherina innovativa trattata con un antivirale, molto richiesta da farmacie e strutture sanitarie. Ma come potrà sopravvivere in futuro, quando la domanda interna si ridurrà? Secondo Tamò, una delle possibilità è che le strutture sanitarie continuino ad approvvigionarsi localmente, magari anche grazie ad incentivi pubblici.

 

Del resto, le stesse autorità cantonali riconoscono l'importanza anche strategica di una fornitura locale. “Il cantone finora ha acquistato circa 2 milioni di mascherine da aziende che producono in Ticino, in parte per ricostituire i nostri stock, in parte per sostenere la produzione locale”, ha ricordato il farmacista cantonale, Giovan Maria Zanini.

CSI/eb
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