Processo Guardie di confine, la sentenza

Il Quotidiano di venerdì 28.01.2022

Il Tribunale militare si è riunito a Locarno. (RSI)

Mauro Antonini: cadute due accuse su tre

Condanne pecuniarie per l'ex comandante delle Guardie di confine e l'altro ufficiale. Fatti in parte prescritti o non accertati

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Sono stati entrambi ritenuti colpevoli, ma solo di parte dei reati contestati, l’ex comandante Mauro Antonini e l’ex responsabile dello stato maggiore della Regione Ticino delle Guardie di confine, a processo da giovedì davanti al Tribunale militare riunito a Locarno.

La Corte presieduta dal colonnello Mario Bazzi ha ritenuto Antonini colpevole unicamente di falsità in documenti, assolvendolo invece dalle altre accuse. L'ex comandante è stato condannato a 30 aliquote giornaliere da 180 franchi, pena pecuniaria sospesa con la condizionale per due anni, oltre a una multa di 1'000 franchi.

L'ex responsabile dello stato maggiore è stato invece condannato per gestione infedele e reiterata falsità in documenti, nonché appropriazione indebita, a 60 aliquote da 185 franchi, pure con la condizionale per due anni, oltre a una multa di 2'000 franchi.

La sentenza è giunta venerdì alle 18.15.

A favore degli imputati il lungo tempo trascorso dai fatti, visti i 4 anni necessari per giungere al giudizio, e il fatto che il denaro sia stato comunque impiegato per l’interesse del Corpo e non per lucro personale. “Aver privato Antonini del comando prima ancora della sentenza di prima istanza, privandolo pure del lavoro, è qualcosa da comunque da tenere in considerazione nella commisurazione della pena”, ha detto il col Bazzi, censurando comunque quanto commesso dai due alti graduati.

Confermate solo in parte le accuse formulate dall’uditore ten col Martino Righetti. La gestione infedele non si applica più alla creazione della cassa nera perché i fatti sono comunque caduti in prescrizione, ma è stata riconosciuta come data per un altro episodio. Confermata pure la falsità in documenti, commessa falsificando una lista di nomi ai quali premi in natura non sono mai stati consegnati. Scagionato anche dal reato di istigazione all’appropriazione indebita l’ex comandante Antonini.

“Si potrebbe essere tentati di definirlo un fatto poco grave. Gli importi (circa 6'500 franchi, ndr.) sono tutto sommato contenuti, ma la Corte non ritiene che sia il caso. Perché si superano i 350 franchi fissati dalla giurisprudenza, ma soprattutto perché qui si parla dell’ex comandante e dell’ex capo di stato maggiore della Regione IV delle Guardie di confine”. Così il presidente del Tribunale militare.

Sono stati tre gli episodi sui quali la Corte si è chinata, fatti basati in larga misura su ammissioni e affermazioni di uno degli imputati: in che misura sono credibili e sostenute da altri indizi? “Per quanto riguarda la costituzione della cassa nera, esse sono lineari e invariate nel tempo. Antonini ha cambiato più versioni nell’inchiesta e si ritiene poco credibile anche l’ultima”, ha sottolineato il presidente Bazzi. Il coimputato non è invece stato ritenuto credibile per altri due episodi per i quali ha cercato di caricare responsabilità sull’ex comandante.

La Corte ha pure deciso di accollare alla Confederazione i due terzi delle spese di patrocinio dell'ex comandante Antonini, garantito dall'avvocato Elio Bruneti che si è detto soddisfatto dell'esito del processo.

 
Antonio Civile
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