Giovani e polizia fronte a fronte al Macello domenica sera
Giovani e polizia fronte a fronte al Macello domenica sera (Tipress)

Molinari e polizia faccia a faccia al Macello

I sostenitori dell'autogestione si sono dapprima riuniti fuori da Palazzo Civico dove si è tenuto l'Infopoint del Municipio, poi in serata al Macello - Borradori: "Manifestazione alla deriva. Poi la decisione presa a maggioranza"

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Una domenica di tensioni. Alle 16.00 mentre il Municipio ha spiegato le sue ragioni, si è tenuta una nuova protesta in pieno centro città dei sostenitori dell'autogestione. Poco prima delle 18.00 ci sono stati anche degli scontri fisici nella zona di Piazza Riforma. Testimoni riferiscono di scambi di pugni e calci sotto lo sguardo attonito di bambini, mamme e tante altre persone pacifiche che affollavano il centro e le terrazze dei bar. Sembra che ad affrontarsi siano stati i molinari ed elementi della destra. Potrebbero essere gli stessi che già sabato sera avevano canzonato e insultato gli autogestiti durante lo sgombero. La situazione è tornata alla calma nel giro di alcuni minuti. Verso le 18.30 i manifestanti hanno lasciato Piazza Riforma per riunirsi al Macello, di fronte alla polizia schierata.

 
 

Dalle 16.00, come detto, nella sala del Consiglio comunale a Palazzo Civico, l'Esecutivo è tornato sui fatti e le decisioni di ieri, che hanno portato allo sgombero ed in seguito all'abbattimento del Macello. "Eravamo pronti ad ogni scenario. Poi la manifestazione è andata alla deriva. E avevamo detto sin dall’inizio che non avremmo tollerato violazioni importanti della legalità. In cuor nostro però speravamo non succedesse nulla di particolare", ha ribadito il sindaco Marco Borradori. "E tutto sarebbe finito lì, se non fosse stato che verso le 19.00, ci è stato comunicato che una parte dei manifestanti aveva occupato lo stabile della fondazione Vanoni, i cui proprietari hanno poi chiesto l’intervento della polizia". "La polizia aveva tracciato delle linee guida. Ma è stato ieri sera che da parte della polizia sono stati sollevati i punti legati allo sgombero e alla demolizione. Sui quali poi ci siamo espressi telefonicamente a maggioranza", ha poi svelato il sindaco.

 

"La nostra richiesta di dialogo è ferma e rimane", ha detto la municipale Karin Valenzano Rossi. "Bisogna potersi parlare. Cosa che noi vogliamo fare", ha aggiunto. "La nostra richiesta sul dialogo è chiara, ma ci vuole chi abbia voglia di dialogare con noi". E pure l'altro neo municipale, Filippo Lombardi, si è detto a favore al dialogo: "Ci credevo. E ci credo ancora. Credo che per l’autogestione ci debba essere uno spazio, ma si deve anche essere disposti a prendersi delle responsabilità".

 

Ed in Piazza Riforma, nel frattempo, diverse decine di molinari hanno organizzato un rumoroso presidio per protestare contro lo sgombero e l'abbattimento con lunghi fischi e al grido "Il Molino non si tocca".

 

Dopo la manifestazione, verso le 18.30, i giovani si sono recati in corteo fino al Macello, dove hanno trovato ad attenderli la polizia schierata.

 
 
joe.p./Diem
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