Nino Niederreiter a Coira (RSI)

Nino Niederreiter e l’indissolubile legame con Coira

Un’ode del giocatore, da oltre un decennio attivo in NHL, per la sua città natia - Intervista

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Il campo estivo in patria è un must per i giocatori svizzeri che la stagione sui pattini da ghiaccio e bastone in mano, la passano in Nord America. Tra questi v’è Nino Niederreiter – classe 1992 – che parallelamente alla carriera in NHL, partecipa alla vita della sua città natale. Da un lato è – se così si può definire – ambasciatore della locale azienda di trasporto pubblico, dall’altro è consulente per la locale squadra di hockey, l’EHC Chur.

"Adoro questa città, il suo centro storico, la vicinanza con le montagne. Sono cresciuto qui e faccio il possibile per partecipare alla vita di questo luogo che mi ha visto muovere i primi passi sul ghiaccio. È come un porto sicuro: mi piace viaggiare, visitare altre città - in Svizzera mi reco spesso a Zurigo - ma poi torno. Il mio centro resta qui, e questo mi piace".

Tornerà a giocare in Svizzera, magari proprio nel suo club del cuore, l’EHC Chur?

"Forse. Ma intanto spero di giocare ancora a lungo in America."

Restiamo a Coira. Questa estate sono state registrate temperature decisamente elevate. Un problema per lei, che si dedica ad uno sport invernale?

"A me piace essere in un luogo caldo, e apprezzo molto le temperature che sono state registrare questa estate a Coira. È pure vero che per me è forse un po' più semplice. Passo molto tempo in pista, sul ghiaccio - e li è fresco. Così mi gusto appieno questo continuo cambio tra caldo e freddo".

E intanto si prepara alla prossima stagione, che sarà con una nuova squadra…

"Nashville è sempre stata un'opzione prediletta sulla mia lista dei club dove volevo giocare. E questo anche perché conosco diversi giocatori di questa squadra: con Ryan Johansen, ad esempio, ho un passato nelle leghe giovanili, con Mikael Granlund ho giocato in Minnesota, e al capitano, Roman Josi, mi lega uno stretto rapporto di amicizia - ci dividiamo la camera quando giochiamo per la nazionale. Sono felice di aver firmato per questo club e naturalmente spero di raggiungere grandi risultati."

Un primo grande risultato, per l’hockey svizzero, è sicuramente il numero sempre crescente di giocatori rossocrociati che trovano spazio in NHL…

"Negli ultimi 2-3 anni, effettivamente, sono stati diversi i giocatori ad essersi imposti oltre oceano. E tutti hanno un ruolo importante, pensando ad esempio a Timo Meyer (San Jose Sharks), Nico Hischier (New Jersey Devils) o ancora Kevin Fiala (Los Angeles Kings). La via intrapresa è quella giusta per portare in futuro sempre più giocatori svizzeri in NHL. Ma è necessario fare di più. Attualmente il numero dei nostri draft è inferiore a quello di paesi come Austria, Slovacchia e Germania. È necessario riflettere su questo aspetto. Cosa sbagliamo? Non possiamo essere soddisfatti con la situazione attuale."

Motivo di soddisfazione, comunque c’è, pensando al draft di Liam Bichsel, al primo turno…

"Naturalmente sì. E se analizziamo il suo percorso, vediamo che è partito giovanissimo per la Svezia – una via che seguono pochi giovani svizzeri. Una lega giovanile dalla quale in Svizzera si dovrebbe prendere esempio."

Ma quanto Nino Niederreiter si sente “esempio da seguire” per i giovanissimi che sognano di una carriera internazionale?

"Io ho scelto di partire giovanissimo per il Nord America perché lì, le leghe giovanili hanno un numero molto elevato di partite. Inoltre, non fa male a nessuno partire presto da casa. In Svizzera, da quel punto di vista, la vita è molto semplice e comoda: tutto è vicino, si può dormire ogni notte nel proprio letto. Questo non esiste negli Stati Uniti. È un modo per diventare rapidamente indipendenti e questa per me è stata via ideale. Naturalmente vi sono anche altre strade possibili, come quella seguita da Roman Josy, che ha fatto il suo tragitto in Svizzera e si è spostato oltre oceano quando già era un giocatore formato. E sta comunque facendo una carriera fantastica nella NHL. Non c'è quindi una via giusta e una sbagliata. Il mio desiderio è che non ci si accontenti della situazione attuale ma si faccia il possibile affinché il numero di giocatori “made in Switzerland” che raggiungono la NHL aumenti."

In conclusione, Nino Niederreiter, quando porterà la Stanley Cup a Coira?

"Io spero già il prossimo anno. È il mio sogno vincere la NHL. Un sogno che speravo di realizzare la scorsa stagione con i Carolina. Ci siamo andati molto vicini, avevamo un buon team, ma non è bastato. Ogni tanto ci vuole anche una dose di fortuna, essere al posto giusto nel momento giusto. Spero che il prossimo anno sia quello buono, ma non posso promettere nulla."

Manuele Ferrari/GrigioniSera
Condividi