I risultati del voto in Ticino (px)

No ai semafori e alle Officine

Le reazioni di Roberta Cattaneo, Andreas Meyer, Ivan Cozzaglio, Gianni Frizzo, Mario Branda, Marco Passalia e Claudio Zali

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Il 65,3% dei ticinesi, con una partecipazione al voto del 46,33%, ha bocciato domenica l’iniziativa popolare "Giù le mani dalle Officine" che nel 2008 aveva raccolto quasi 15'000 firme Soddisfatta la direttrice regionale delle FFS regione sud Roberta Cattaneo: "Il dado è tratto". "Mani su! La via è libera per un vero futuro", gli fa eco il CEO di FFS Andreas Meyer su Twitter. Diversi i delusi, sul fronte opposto. Per l'MpS "ha sicuramente pesato il fatto che la campagna per il No sia stata principalmente e il più attivamente svolta per iniziativa di personalità del PS, contribuendo in questo modo a dividere in modo decisivo il fronte che, naturalmente, avrebbe dovuto schierarsi a sostegno dell’iniziativa". Ivan Cozzaglio, ex vicesindaco di Biasca ed ex granconsigliere, lascia il PS con un messaggio su Facebook: "Addio. L’amore è finito a causa dei troppi tradimenti". "L'unica cosa certa - commenta invece il leader storico dello sciopero Gianni Frizzo - è che si perderanno tra i 270 ed i 300 posti di lavoro".

 
 

I ticinesi hanno anche rigettato, con il 73,1% di No contro il 26,9% di Sì, il progetto cantonale di semaforizzazione del tratto Cadenazzo-Quartino, contro il quale era stato lanciato un referendum. "I cittadini volevano delle certezze, che con questo progetto non c'erano", spiega Marco Passalia, primo firmatario e deputato PPD in Gran Consiglio. "La popolazione locale questo progetto non lo voleva e ha firmato il referendum. E anche il resto del cantone ha capito che si trattava di uno spreco bello e buono".  "Evidentemente - ha invece commentato  Claudio Zali - non siamo riusciti a spiegare il progetto". "E forse - ha aggiunto il direttore del Dipartimento del territorio - la soluzione dei semafori non ha convinto perché è stata giudicata sulla scorta di esperienze che non funzionano".

Governo: una vittoria e una sconfitta

Il Consiglio di Stato, con una nota stampa, da una parte ha espresso "soddisfazione" per il sostegno "alla soluzione elaborata di concerto da FFS, Cantone e città di Bellinzona che prevede la realizzazione di un nuovo stabilimento industriale d’avanguardia a Castione" e dall'altra ha "preso atto" del voto sui semafori sul Piano di Magadino, rimanendo "convinto" che la sostituzione "avrebbe assicurato una buona gestione e fluidificazione del traffico".

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joe.p.
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