"Prima i nostri" aveva raccolto 10'991 firme ed era stata approvata dal 58% dei votanti (©Ti-Press)

"Prima i nostri" bene in parte

Il Governo è favorevole alle misure per sostenere il personale residente, ma non alla legge d'applicazione della preferenza indigena

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Le proposte formulate dalla commissione speciale nominata dal Gran Consiglio ticinese per l’applicazione dell’iniziativa popolare “Prima i nostri” non possono essere tradotte in pratica interamente. A rilevarlo è il Consiglio di Stato, che ha preso posizione sulle 10 iniziative e 4 mozioni elaborate per dare concretezza al principio approvato dai cittadini ticinesi il 25 settembre 2016.

In estrema sintesi, il Governo dice di sì (con alcune controproposte) a tutte le misure che impongono alle aziende pubbliche e parapubbliche e agli enti operanti per lo Stato, di assumere in primo luogo personale residente.

Il Parlamento, invece, è invitato a respingere le modifiche alla Legge tributaria (deducibilità dei lavori agli immobili eseguiti da ditte estere) e la proposta di Legge di applicazione della preferenza indigena che prevede una serie di condizioni per il rilascio e il rinnovo di permessi per stranieri. Le prime poiché sono già sostanzialmente una prassi. La seconda poiché in contrasto con il diritto superiore e perché non è noto il margine di autonomia in materia del cantone.

La posizione ha deluso (ma non sorpreso) Piero Marchesi, presidente dell'UDC ticinese. L'apertura del Governo non è sufficiente, spiega alla RSI.

Diem

Dal Quotidiano:

Il Governo su Prima i nostri

Il Governo su Prima i nostri

Il Quotidiano di mercoledì 12.07.2017

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