La sessione straordinaria del Gran Consiglio ticinese, per discutere dello scambio di competenze in Governo tra i consiglieri di stato leghisti Norman Gobbi e Claudio Zali, fa discutere, forse quanto l’arrocchino stesso. Voluta dal Movimento per il Socialismo (MPS), che ha ottenuto sufficienti sottoscrizioni, non fa l’unanimità. I microfoni di SEIDISERA hanno raccolto le reazioni dei partiti che hanno un rappresentante in Governo.
“La Lega dei Ticinesi non è d’accordo di fare questa riunione straordinaria, ma semplicemente perché non trova corretto spendere 9’000 franchi all’ora dei contribuenti ticinesi per discutere di un questione che compete totalmente al Governo e su una decisione presa all’unanimità”, dice Daniele Piccaluga, coordinatore della Lega.
Anche il PLR non è convinto. Il capogruppo in Parlamento, Matteo Quadranti, spiega di non essere particolarmente entusiasta di questa discussione, come di quelle generali in Gran Consiglio, “perché di regola si parla, ognuno dice la sua, però poi alla fine se non c’è qualcosa su cui votare, una discussione strutturata non serve a nulla”.
Il presidente del Centro, Fiorenzo Dadò, è d’accordo sull’opportunità di fare chiarezza, ma “c’è un certo scetticismo nel fatto di voler indire una riunione straordinaria solo per discutere questa questione”. Ma aggiunge: “Tuttavia non eravamo contrari e chi ha voluto aderire ha aderito”.
Unico partito a essere completamente favorevole è il Parito Socialista. “È stato riconosciuto come momento privilegiato per migliorare una comunicazione da parte del Consiglio di Stato che non c’è stata”, afferma il capogruppo Ivo Durisch. “Si è spesso parlato di uno scollamento, di un’incomprensione, tra il Gran Consiglio e il Consiglio di Stato, espresso da entrambe le parti. Auspico che questo diventi un momento di incontro per una possibile chiarificazione ed eventualmente anche riconciliazione”.

Seduta straordinaria, la reazione dei partiti
Il Quotidiano 14.07.2025, 19:00