Verso meno smog, forse
Verso meno smog, forse (©Ti-Press)

"Sì" alla tassa sui posteggi

Il Parlamento ticinese, a un anno dalla prima bocciatura parziale, approva la misura antitraffico

Il Gran Consiglio ticinese, nella sua ultima seduta dell’anno, ha detto a larga maggioranza "sì" alla tassa di collegamento a carico dei generatori di traffico, nonostante la contrarietà dell'UDC e le perplessità espresse da PLR e PPD.

Con 64 voti a favore 6 contrari e 13 astenuti (in gran parte tra le fila del PPD), il Parlamento ha approvato la tanto discussa "tassa sui posteggi", a un anno dalla prima bocciatura parziale. In futuro, per un periodo iniziale di prova di tre anni, le aziende e le ditte dovranno pagare 3,50 franchi al giorno per ogni posto auto, mentre i centri commerciali 1,50 franchi. Esentate da questo balzello le zone periferiche. Il provvedimento dovrebbe permettere al cantone di incassare 18 milioni di franchi che, di fatto, dovrebbero riuscire a dare un po’ d’ossigeno alle casse pubbliche.

Tutti gli emendamenti proposti sono stati bocciati, tra cui anche quello del PPD  che in aula ha raccolto non pochi consensi, con il quale si auspicava l’esenzione dal balzello per le persone residenti nelle periferie, che per recarsi al lavoro devono obbligatoriamente far capo alla propria auto, vista la carenza di mezzi pubblici. 

Il "sì" decretato oggi dal Parlamento ticinese, come noto, non fa l’unanimità, visto che associazioni economiche e grande distribuzione hanno già annunciato la propria contrarietà, non escludendo un ricorso ai tribunali e a un referendum.

Il dibattito in aula:

“A distanza di un anno si sta concretizzando un progetto sul quale tanto si è discusso”, ha ricordato Sergio Savoia, Verdi e relatore del rapporto di maggioranza, che ha aggiunto: “Le strade sovente sono congestionate e causa di problemi, in primis di salute…;agire sui posteggi e sui relativi costi può avere un reale impatto sul problema traffico. Sicuramente questa proposta non è perfetta ma non c’’è più tempo da attendere. Siamo oramai vicini al collasso. Cambiare oggi per evitare guai peggiori domani”.

Fiorenzo Dadò, PPD e relatore del primo rapporto di minoranza, ha ricordato dal canto suo che: “L’analisi di questo progetto è buona, quindi va sostenuta”. Pur auspicando l’adozione di alcune modifiche di questa tassa che “peserà per 2/3 sui ticinesi e solo 1/3 sui frontalieri”.

Gabriele Pinoja, UDC e relatore del secondo rapporto di minoranza, ha ricordato invece che “il problema del traffico è reale. Apprezzabile che ci si stia occupando ma peccato che lo si faccia seguendo un progetto poco condiviso”, annunciando così l’intenzione di voler votare contro.

“Il Gruppo PLR appoggerà il rapporto di maggioranza con i relativi emendamenti, l’appoggio è stato comunque adottato con sofferenza”, ha sostenuto dal canto suo Bixio Caprara, portavoce del gruppo PLRT, non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa in merito ai tempi e modi con cui questa tassa è stata presentata.

“La misura rientra in un contesto di provvedimenti più ampio”, ha dichiarato invece Daniele Caverzasio, portavoce delle Lega dei Ticinesi, che ha sostenuto: “Qui si tassano solo i grandi generatori di traffico e non il singolo cittadino. Ogni giorno ci sono 50'000 auto di frontalieri, il 90% delle quali ha a bordo una sola persona: il conducente. Pertanto la Lega appoggia il rapporto di maggioranza”.

“Il Sottoceneri è la principale vittima del traffico, causa di non pochi problemi alla salute dei cittadini”, ha ricordato Ivo Durisch, rappresentante del PS, secondo il quale: “I parcheggi gratuiti non fanno altro che aumentare il traffico e non risolvono il problema. Questo è solo un primo passo nella direzione giusta, che va sostenuta, anche se pende la spada del ricorso”.

“No alla tassa”, ha esordito senza mezzi termini invece Sergio Morisoli, La destra, secondo il quale: “il preventivo fa da cavallo di Troia…; le misure a pagamento pensate per ridurre l’inquinamento non hanno mai prodotto nulla, visto che chi ha soldi paga e inquina ugualmente…”. Con questa tassa non diminuiranno le colonne e neppure i frontalieri”, ha aggiunto sottolineando: “è una misura osteggiata già più di un anno fa e oggi torna alla ribalta…; è una misura solo per far cassa e salvare un preventivo che non sta in piedi”.

“La tassa in questione affonda le sue radici nel lontano 1994, quando già si parlava di grandi generatori di traffico. Con il traffico di oggi è stato necessario adeguare quella norma, non più attuale. Lo scorso anno si è fatto un passo in avanti in questo senso e ora siamo chiamati a tradurre le parole in fatti”, ha ricordato dal canto suo Claudio Zali, direttore del Dipartimento del territorio. “Chi genera traffico deve contribuire alle spese e ai costi”, ha sottolineato il consigliere di Stato che ha aggiunto: “Ci vuole un’assunzione di responsabilità da parte di chi causa il problema del traffico”.

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Il Quotidiano di lunedì 14.12.2015

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