Venticinquemila infortuni professionali avvengono ogni anno in Svizzera fra gli apprendisti. Detto altrimenti, un giovane tirocinante ogni otto si fa male sul posto di lavoro e uno ogni cinque si infortuna nel tempo libero: si tratta del doppio rispetto a un lavoratore adulto.
Per ridurre queste cifre, la SUVA (l’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni) ha promosso una campagna che questa settimana sensibilizzerà oltre 600 giovani del Centro professionale tecnico (CPT) di Lugano-Trevano. Una prevenzione che passa attraverso la presa di coscienza e il gioco, come testimonia un servizio del Quotidiano della RSI.
La sicurezza fa già parte del percorso formativo dei ragazzi, ma con questo momento la scuola professionale ha voluto dar loro uno strumento in più. “È qualcosa di importante, anche se non ho memoria di infortuni gravi”, dice Cecilia Beti, direttrice del CPT. “Importante, perché non poter lavorare anche solo per un breve periodo significa non praticare, fare esercizio e prepararsi. Sarebbe quindi meglio evitare qualsiasi tipo di infortunio”.
La frequenza degli infortuni è più alta fra gli apprendisti per inesperienza, sottovalutazione dei pericoli, mancanza d istruzioni o sorveglianza carente. Importante è che sia l’apprendista sia il datore di lavoro sappiano interrompere il lavoro se necessario. La campagna promuove un “Tesserino STOP”, sul retro del quale sono indicate la persona di contatto per la sicurezza e il numero di emergenza aziendale, sul fronte spicca la scritta: “Ho il diritto di dire STOP in caso di pericolo”. Un aspetto importante, sottolinea al microfono del Quotidiano Diego Martini, esperto di sicurezza e tutela della salute per la SUVA, “perché evidenzia una relazione nei due sensi. Se io sbaglio me lo dici, ma se io vedo una situazione che non conosco e di cui ho paura, devo avere coraggio di dire stop senza che nessuno mi sgridi o prenda in giro”.
L’esperienza mostra che i pericoli aumentano quando la situazione di lavoro cambia ogni giorno o addirittura ogni ora, come ad esempio nei cantieri o nei boschi. Una simulazione ha permesso agli apprendisti di prendere coscienza di quali possono essere le conseguenze fisiche di un infortunio.







