Alcune ditte, in Ticino, hanno comunque creato bus-navetta
Alcune ditte, in Ticino, hanno comunque creato bus-navetta (tipress)

Trasporti, Lombardia alleata

La regione ha indirizzato a Roma una lettera per chiedere la creazione di vere e proprie linee transfrontaliere

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Canton Ticino e imprese di trasporto hanno trovato un alleato di peso per stipulare un nuovo accordo sui trasporti pubblici transfrontalieri con l'Italia: la regione Lombardia. Il presidente, Roberto Maroni, ha infatti indirizzato una lettera a Roma. Lettera che, spiega alla RSI Francesca Brianza, delegata lombarda ai rapporti con la Confederazione, "chiede di raggiungere un'intesa per effettuare quello che tecnicamente viene chiamato cabotaggio. Che semplicemente comporta la possibilità di usare un trasporto pubblico locale al di qua e al di là della frontiera".

I limiti della situazione attuale erano stati evidenziati nel dicembre del 2013 quando un bus dell'AMSA, l'autolinea mendrisiense, diretto a Porto Ceresio, venne sequestrato dalla polizia italiana.

Un nuovo accordo, spiegano i sostenitori, si tradurrebbe in un vantaggio per tutti, a cominciare dai frontalieri, che attraversano quotidianamente il confine.

Incontri bilaterali già avviati

L’iniziativa della regione nasce comunque da contatti bilaterali già avviati e non coglie di sorpresa il direttore dell’AMSA, Ivano Realini: “Poco più di un mese fa, a Mezzana, ci siamo riuniti con la sezione della mobilità e con rappresentati politici lombardi per discutere la tematica”, spiega ai nostri microfoni.

La Lombardia è certamente un alleato di peso per sbloccare questa situazione, ma anche a Berna ci sono stati risultati concreti: “L’Ufficio federale dei trasporti – continua Realini – ci aveva concesso l’autorizzazione per uscire dalla Svizzera. Autorizzazione passata nel frattempo ad AutoPostale”.

Alcune linee transfrontaliere già esistono

Questo significa che qualche linea di autobus transfrontaliera già esiste –per la precisione sono quattro fra Ticino e Lombardia e una verso il Piemonte – ma questo è possibile, spiega Martino Colombo, responsabile della mobilità in Ticino, “soltanto perché sono linee che coprono una lunga tratta in Ticino ma una molto breve oltre frontiera”. In Italia non è quindi possibile fare servizio interno: caricare e depositare passeggeri lungo più fermate. Lo stesso discorso vale per le linee italiane che entrano in Svizzera.

Questa limitazione, con un nuovo accordo sui trasporti pubblici, verrebbe superata: l’idea è dunque quella di creare vere e proprie linee di trasporto pubblico con molteplici fermate nei due paesi. Accordi analoghi, va detto, esistono già con Francia e Germania.

CSI/Red.MM

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Per un trasporto bus transfrontaliero

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Il Quotidiano di sabato 03.09.2016

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