La ricostruzione del percorso compiuto dal denaro della donna
La ricostruzione del percorso compiuto dal denaro della donna (RSI)

Truffa con i bitcoin in Ticino

La procura indaga. La criptovaluta sarebbe stata usata per occultare il provento di un raggiro

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Le truffe legate alle criptovalute sono approdate anche in Ticino. Nei giorni scorsi il ministero pubblico ha avviato un’inchiesta legata proprio all’uso dei bitcoin.

Vittima del raggiro una donna del Luganese alla ricerca di un appartamento da prendere in affitto. I truffatori l’hanno contattata, allettandola con una presunta e interessante offerta. Unica condizione: versare su un conto 2'000 franchi per riservare l’immobile. Conto che ovviamente non era il loro, ma di una persona con cui in precedenza si erano accordati per l’acquisto di bitcoin.

Una truffa reale con il concorso della moneta virtuale
Una truffa reale con il concorso della moneta virtuale (RSI)

Lui, un cittadino residente nel canton Zurigo, ha incassato così la somma pattuita, e i malviventi hanno ricevuto l’equivalente in moneta virtuale. Il modo perfetto per intascare il bottino sottratto alla donna facendo perdere le proprie tracce. Risalire a loro sarà infatti praticamente impossibile.

Al momento il solo indagato è la persona che ha venduto i bitcoin, contro la quale il procuratore pubblico Andrea Maria Balerna ha ipotizzato i reati di truffa e riciclaggio. Si tratta di un cosiddetto “money mule”. Un corriere di denaro, che come spesso accade ha verosimilmente assunto questo ruolo in maniera del tutto inconsapevole. Si vedrà. Alle indagini il compito di chiarirlo.

Francesco Lepori

I bitcoin rifugio illecito

I bitcoin rifugio illecito

Il Quotidiano di giovedì 01.02.2018

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