In tarda mattinata la protesta è arrivata alla stazione di Lugano
In tarda mattinata la protesta è arrivata alla stazione di Lugano (@Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Una notte alla Stampa per Mark

Una trentina di compagni del CSIA fuori dal carcere per tentare di evitare il rimpatrio del giovane ucraino - Azioni anche a scuola e in stazione

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La mobilitazione degli allievi del Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA) radunati fuori dal carcere della Stampa per cercare di scongiurare il rimpatrio in Ucraina del 19enne Mark è proseguita anche durante la notte. Invano. Alle 5, stando alle testimonianze dei presenti sul posto, il giovane e i suoi genitori (arrivati in Svizzera nel 2015 come richiedenti l'asilo) sono stati trasferiti Oltralpe, come previsto dalla procedura amministrativa decisa dalla Segreteria di Stato della migrazione e dall'Ufficio migrazione del Ticino.

 

La famiglia si è opposta all'ordine di allontanamento dalla Svizzera, ma senza successo. Da qui la mobilitazione dei suoi compagni e amici per far sentire la propria vicinanza alla famiglia, manifestare la propria tristezza per un allontanamento considerato ingiusto e tentare di indurre le autorità a rivedere il caso.

La polizia ci ha confermato la protesta davanti ai cancelli del penitenziario cantonale. Gli agenti - data la delicatezza del luogo - hanno proceduto ad identificare i presenti che, in seguito, hanno potuto andarsene.

La protesta va avanti

Dopo il sit-in davanti al carcere, giovedì mattina gli studenti hanno organizzato una sorta di sciopero nell'atrio del CSIA. A mezzogiorno, in duecento circa sono spostati alla stazione Ffs di Lugano dove hanno proseguito l’azione contro l’espulsione.

Ancora proteste, ma Mark è partito

Ancora proteste, ma Mark è partito

Il Quotidiano di giovedì 24.10.2019

 
Diem/RG/CSI
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