Il corteo lungo Viale Stazione (tipress)

Uniti in difesa delle pensioni

A Bellinzona in 3'500 al corteo contro i tagli alle rendite dei dipendenti pubblici - "Non possiamo pagare un conto che non è nostro"

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Si stima che siano 3'500 le persone di ogni età che si sono radunate dalle 17.30 a Bellinzona per la manifestazione in difesa delle pensioni dei dipendenti dello Stato: docenti, funzionari, agenti di polizia... Un'affluenza importante, in linea con le attese degli organizzatori. Dalla stazione, il corteo si è diretto verso Piazza Governo.

Gli affiliati alla cassa pubblica sono circa 16'000, il 7% della forza lavoro ticinese, e con la recente decisione del consiglio di amministrazione dell'istituto di abbassare il tasso di conversione si vedrebbero decurtate le rendite di oltre il 20%. Se si considera anche la diminuzione del 2013 si arriva al 40%. 

 

L'appuntamento nella capitale era stato dal gruppo ErreDiPi, rete in difesa delle pensioni, che intende ridiscutere questo passo. "Abbiamo un margine di manovra enorme, nel CdA ci sono cinque nostri rappresentanti", ha detto in diretta ai microfoni di SEIDISERA il portavoce Enrico Quaresmini, "che devono inserire un sassolino" nel meccanismo. La decisione di principio è stata presa, "ma si deve ancora modificare il regolamento", ha spiegato. Secondo Quaresmini, il taglio è "massiccio e indiscriminato, perché tocca anche le pensioni più modeste, e ingiusto, perché abbiamo già pagato con il nostro lavoro e i nostri contributi. Non possiamo pagare un conto che non è nostro". Quindi "rendite e salari non devono essere toccati".

Una nuova giornata di mobilitazione è stata indetta per il 6 ottobre.

 
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