La Commissione europea ha proposto venerdì pomeriggio nuove sanzioni contro la Russia, nei settori bancario ed energetico, ivi compreso il divieto di erogare servizi marittimi - quali la manutenzione e il rimorchio - per le petroliere russe. SEIDISERA ne ha parlato con il corrispondente da Bruxelles Andrea Ostinelli.
“A meno di tre settimane dal quarto anniversario dell’invasione militare russa dell’Ucraina - premette Andrea Ostinelli a SEIDISERA - la Commissione europea ha presentato oggi il 20esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che dovranno poi essere adottate all’unanimità dagli Stati membri, così come avvenuto in tutti i casi precedenti, seppur a volte con lunghe trattative. Stavolta l’Esecutivo europeo intende ampliare le restrizioni riguardanti l’energia, le banche, i beni ed i servizi russi. ‘Questa è l’unica lingua che la Russia comprende’, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sottolineando che sono in corso dei colloqui di pace importanti ad Abu Dhabi e che quindi bisogna essere lucidi perché la Russia si siederà al tavolo dei negoziati con intenzioni serie soltanto se sarà messa sotto pressione”.
Possiamo entrare nel merito delle sanzioni proposte?
“Sì, il 20esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca include un divieto totale dei servizi marittimi per il trasporto di greggio e prevede di colpire altre 43 petroliere della cosiddetta flotta ombra. La Commissione aggiunge divieti riguardanti la fornitura di manutenzione e altri servizi per le navi che trasportano gas naturale liquefatto e per i rompi-ghiaccio con lo scopo di impattare sulle esportazioni di gas. Per fare un esempio queste navi non potranno più attraccare nei porti dell’UE. Sono previsti inoltre divieti di importazione di metalli, sostanze chimi che e minerali critici e restrizioni all’export di articoli e tecnologie suscettibili di essere impiegati dalla Russia sul campo di battaglia, come materiali utilizzabili per la produzione di esplosivi. Sanzionate anche una ventina di altre banche regionali russe e vari istituti di credito che si trovano in Paesi terzi, perché si considera che possano facilitare i commerci di Mosca”.
Fin qui i provvedimenti annunciati, ma le sanzioni funzionano davvero?
“Secondo la Commissione europea funzionano. Ursula von der Leyen oggi ha comunicato un calo del 24% dei ricavi russi da petrolio e gas l’anno scorso, che sarebbero quindi al minimo dal 2020. L’obiettivo è che i 27 Stati membri approvino questo nuovo pacchetto di sanzioni entro il quarto anniversario dell’invasione russa contro l’Ucraina che ricorre il 24 febbraio”.







