Ticino e Grigioni

Roveredo: non “solo” riciclaggio

I tre uomini residenti in Mesolcina avrebbero partecipato attivamente anche al traffico di cocaina - Due di loro finanziando persino l’acquisto di droga  

  • Ieri, 17:31
  • Ieri, 17:40
I tre residenti in Mesolcina coinvolti anche nel traffico di cocaina

I tre residenti in Mesolcina coinvolti anche nel traffico di cocaina

  • Archivio Keystone
Di: Francesco Lepori 

Cocaina. Centinaia di chili, che il gruppo capeggiato da un 62enne montenegrino importava dal Sud America appoggiandosi alle famiglie Morabito della ‘ndrangheta e Papale-Ascione della camorra. Clan, questo, a cui il 52enne napoletano che viveva a Roveredo sarebbe legato, già da rapporti di parentela.

Lui, il figlio e l’altro italiano residente in Mesolcina non avrebbero solo – per modo di dire – contribuito a riciclare i proventi illeciti. Lunedì la RSI ha appreso che sarebbero coinvolti anche nel traffico di droga.

Organizzazione e finanziamento

Per pianificare l’arrivo delle partite di coca il montenegrino e i suoi uomini avrebbero tenuto vari incontri con gli ‘ndranghetisti, “graniticamente cristallizzati” – scrivono i Carabinieri di Torre Annunziata – da investigazioni e pedinamenti. Incontri ai quali, in alcune occasioni, parteciparono pure il 24enne e il papà (nonché genero del capo). Gli inquirenti hanno inoltre intercettato più conversazioni avvenute, a bordo delle loro auto, tra i due e il connazionale che a Roveredo abitava nello stabile a fianco.

Lui e il 52enne avrebbero persino investito il proprio denaro, finanziando l’acquisto di stupefacente. Sarebbero insomma entrati nel business a tutti gli effetti.

I sequestri di valuta

Come noto, parte degli ingenti guadagni confluiva in una società di Roveredo, attraverso la quale venivano poi comprati immobili e vetture. Un viavai di soldi, da e verso la Svizzera, testimoniato anche da quelli intercettati alla frontiera.

Il 10 luglio 2024, a Ponte Chiasso la Guardia di finanza fermò la Ferrari con targhe grigionesi guidata dal 52enne. Con sé aveva 8’800 euro. Il 9 ottobre scorso, all’interno della sua Audi ne trovarono 10’000. I contanti erano stati nascosti in un vano ricavato sotto il bracciolo centrale. “Li ho dimenticati lì”, disse agli agenti.

Il figlio parlò invece di un prestito per le vacanze quando, l’8 luglio 2025, al valico di Brogeda scovarono 40’000 euro sotto il cambio di un’altra Audi. Gli arresti scattati tre settimane fa hanno messo fine alle loro scorribande.

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Permessi, differenze tra Grigioni e Ticino

SEIDISERA 10.03.2026, 18:00

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