Il Consiglio federale non autorizza più le esportazioni di materiale bellico verso gli Stati Uniti a causa della loro partecipazione al conflitto in Iran. Nessuna nuova richiesta è stata approvata dall’escalation del conflitto il 28 febbraio, mentre quelle già accolte “non hanno rilevanza bellica”. Nel caso dell’Iran stesso e di Israele la medesima misura era applicata già da anni.
Lo ha annunciato il Governo dopo aver esaminato nel corso della seduta di venerdì le ripercussioni del conflitto nell’ottica della neutralità elvetica. Le vendite di armi a Paesi coinvolti in conflitto non può essere permessa fintanto che esso proseguirà, scrive in un comunicato diffuso in tarda mattinata, citando l’articolo 22a capoverso 2 della legge sul materiale bellico. D’ora in poi un gruppo interdipartimentale di esperti esaminerà a intervalli regolari le autorizzazioni in essere e le esportazioni di altri beni, in particolare per quanto riguarda la loro compatibilità con la neutralità.
Anche le esportazioni di beni a duplice impiego (dual use) e di beni militari speciali, soggette alla legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI), nonché di beni non soggetti a controllo ma comunque contemplati dalle misure sanzionatorie nei confronti dell’Iran, vengono periodicamente esaminate d’ora in poi dal gruppo di esperti. Per quanto riguarda Israele, vige comunque già un regime restrittivo.
La discussione interviene una settimana dopo quella sull’applicabilità del principio di neutralità e le decisioni relative alle domande di sorvolo della Svizzera da parte degli USA.

Governo, stop all'esportazione di materiale bellico verso gli USA
Telegiornale 20.03.2026, 20:00

Stop esportazioni di armi dalla Svizzera agli Stati Uniti
SEIDISERA 20.03.2026, 18:00
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Esportazione di materiale bellico, l'analisi
Telegiornale 20.03.2026, 20:00
RG 12.30 del 20.03.2026









