Chi chiederà un permesso di dimora nei Grigioni da maggio dovrà autodichiarare eventuali precedenti penali o procedimenti in corso. Il cambio di prassi avviene in seguito al caso dei permessi rilasciati a persone legate alla camorra e alla ‘ndrangheta che risiedevano a Roveredo, rivelato dalla RSI agli inizi di marzo.
Lo ha spiegato giovedì il Consiglio di Stato in risposta a una domanda del granconsigliere liberale Samuele Censi in relazione al funzionamento dello scambio di informazioni tra Grigioni e gli altri cantoni, in particolare il Ticino, e a un adeguamento delle procedure.
La domanda fa seguito alla vicenda di quattro persone legate alla camorra e alla ‘ndrangheta che risiedevano a Roveredo. A fine febbraio, nell’ambito di un’operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro, sono state arrestate su territorio francese e italiano. Da allora la questione è al centro del dibattito politico.
Il modello ticinese
L’11 maggio 2009 il Ticino aveva adottato un sistema di autocertificazione per il rilascio dei permessi di dimora. Un provvedimento introdotto in seguito a un grave fatto di sangue avvenuto nell’estate precedente a Losone. La prassi cambiò poi nel 2015, con l’introduzione dell’obbligo di presentare il casellario giudiziale. Una nuova procedura decisa dopo una rapina commessa a Novazzano.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Grigioni-il-tema-dei-permessi-e-del-casellario-giudiziale-fa-discutere--3581967.html
Gli incontri in programma
A metà maggio, inoltre, è prevista una riunione a Roveredo tra i rappresentanti dei Comuni del Moesano, collaboratori dell’Ufficio del registro di commercio, la Procura pubblica e la Polizia cantonale dei Grigioni. A metà giugno, invece, è previsto un ulteriore incontro fra le forze dell’ordine del Canton Grigioni e del Canton Ticino.
Il Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità (DGSS), diretto dal consigliere di Stato Peter Peyer, sta inoltre valutando la possibilità di istituire un gruppo di lavoro con diversi uffici cantonali. L’obiettivo è sondare il margine di manovra per individuare, impedire e contrastare la criminalità organizzata nel Canton Grigioni. Secondo il consigliere di Stato Peyer la questione non si limita solo alla Mesolcina o alle valli meridionali: “La criminalità organizzata si sta espandendo in tutta la Svizzera”.










