Svizzera

“Non avevamo altra scelta”: Tristan Brenn difende la decisione sul caso Fischer

Il caporedattore della SRF commenta la vicenda sul certificato covid falso che ha coinvolto l’ex allenatore della nazionale di hockey: “Non è stata una violazione della fiducia”

  • Oggi, 10:27
  • 2 ore fa
Nel 2023 il 50enne è stato condannato a una pena pecuniaria senza condizionale di quasi 39'000 franchi per falsificazione di documenti

Nel 2023 il 50enne è stato condannato a una pena pecuniaria senza condizionale di quasi 39'000 franchi per falsificazione di documenti

  • Keystone
Di: ATS/joe.p. 

Il caporedattore della SRF Tristan Brenn è intervenuto sulla vicenda che ha coinvolto l’allenatore della nazionale di hockey Patrick Fischer, recentemente esonerato. Ha difeso la copertura mediatica e ha respinto le critiche pubbliche rivolte agli operatori dei media.

Brenn ha dichiarato in un’intervista a “Schweiz am Wochenende” di trovarsi attualmente in un periodo sabbatico pianificato da tempo, ma di essere stato comunque coinvolto in tutte le decisioni relative alla copertura giornalistica su Patrick Fischer. Il suo vice e responsabile delle notizie televisive, Gregor Meier, avrebbe rappresentato pubblicamente la posizione della redazione.

Tristan Brenn

Tristan Brenn

  • SRF

Brenn ha dichiarato che lo disturba il modo in cui i giornalisti vengono messi pubblicamente alla gogna. Ciò mette a rischio il giornalismo indipendente nel suo complesso: “Chiunque faccia ricerche si chiederà: Voglio mai trovarmi in una situazione del genere?”

Col senno di poi, Brenn valuta criticamente l’intervento del giornalista della SRF Pascal Schmitz, che ha dato il via alla vicenda, nel programma “10vor10”. “Dal punto di vista dei contenuti e giornalistico era corretto, ma ha reso il nostro reporter un bersaglio”, ha affermato Brenn.

Reazioni rabbiose

La decisione di non far apparire Schmitz in video come conduttore questa settimana è stata presa la scorsa settimana insieme al giornalista. “Anche per proteggerlo dopo i massicci attacchi”, ha detto Brenn. La redazione è in stretto contatto con Schmitz e sta analizzando i fatti e le attuali accuse.

La “Weltwoche” aveva precedentemente reso pubblico che Schmitz si era espresso sui social media anni fa in modo “volgare, osceno e offensivo”, come ha scritto la rivista. Il suo datore di lavoro prende chiaramente le distanze da tali dichiarazioni, ha affermato Brenn. I commenti privati sui social media di 15 anni fa non avrebbero nulla a che vedere con l’inchiesta su Fischer. All’interno della SRF, Schmitz non si è mai macchiato di alcuna colpa. Non è ancora chiaro quando Schmitz tornerà in onda.

La redazione ha probabilmente sottovalutato le reazioni rabbiose sul caso Fischer, ha detto Brenn. Fischer è un personaggio pubblico. “Con il suo reato all’epoca ha messo a rischio la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino, ha messo a rischio la salute degli altri e ha ingannato l’opinione pubblica”. A causa dell’interesse pubblico, la SRF ripubblicherebbe “di sicuro” il caso.

Brenn ha sottolineato che la conversazione tra Schmitz e Fischer non si è svolta in via ufficiosa. Una conversazione di questo tipo dovrebbe essere concordata in anticipo da entrambe le parti. Fischer avrebbe raccontato della falsificazione del certificato senza che gli fosse stato chiesto, durante le riprese di un ritratto. “Non è stata una violazione della fiducia. Non avevamo altra scelta che pubblicare”, ha affermato Brenn. In quanto media pubblico, la SRF non può nascondere consapevolmente un “fatto rilevante e comprovato”.

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