Verso ESC

Quelli che… la ballad all’Eurovision

Tra scelte d’impatto e soluzioni art-folk: anche l’edizione ‘26 vuole emozionare

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Daniel Zizka (Cechia)

Daniel Zizka (Cechia)

  • Imago / Anp
Di: Andrea Rigazzi 

Per affrontare il prossimo Eurovision Song Contest con la debita preparazione, in questa serie passiamo in rassegna gli artisti in gara e le loro canzoni, tra scelte artistiche e un minimo di bio, che non guasta mai.

La ballad ha bisogno di tempo per sedimentare. Un ascolto può non bastare, specie quando la situazione si fa più eterea: succede se la scelta cade su strade meno convenzionali, su vibrazioni sottili piuttosto che sul suono marcante, d’impatto. A Vienna non mancheranno canzoni dell’una e dell’altra categoria.

Le orchestrazioni nostalgiche, al sapor di Italia anni ’50-’60, sono la scenografia su cui si muove Bella, del maltese Aidan. L’artista è una star sull’isola, con diversi brani numero uno in classifica e concerti da 10 mila spettatori, un record da quelle parti. Ha sfiorato più volte la qualificazione alla fase finale dell’Eurovision: nel 2023 era stato squalificato per aver violato il regolamento sulla promozione. Ora la partecipazione è realtà. Sarà la volta buona?

Con allure à la Sinatra, Bella rivolge il suo sguardo all’indietro, verso un amore che è già finito. O forse verso tanti amori, visto che il titolo concentra più ritratti. L’immagine è la porta interpretativa più efficace per un brano che va guardato, come si fa con un film.

Non è facile parlare del concorrente israeliano senza pensare alle questioni politiche, con riferimento alle polemiche che investono la conferma in gara del paese mediorientale. È fresco l’appello al boicottaggio della manifestazione firmato da 1’100 artisti.

Qui però si valuta il fatto artistico, e Michelle di Noam Bettan si inserisce sulla scia del brano maltese per le atmosfere scelte: la canzone apre con dei richiami alla chanson, evidenti anche per la scelta della lingua francese, affiancata a ebraico e inglese. Sono le tre lingue con cui è cresciuto Bettan, cantautore il cui debutto sulla lunga distanza risale appena al 2023; abbastanza per inserirlo fra gli artisti in ascesa nel panorama pop israeliano.

Michelle è una power ballad che dopo aver fissato atmosfere dense di malinconia apre in modo energico, con una scansione ritmica incisiva. La figura evocata è il simbolo di una relazione dannosa che però è difficile chiudere. C’è tutta la fatica di questo gesto nel ritornello.

Gioca la carta del ritornello energico anche Daniel Zizka, in lizza per la Cechia. Crossroads offre trame che potrebbero ricordare dei Radiohead meno intimi, prima di agganciarsi a un ritornello dominato dall’acuto del cantante e lasciarci con un finale sospeso. Una struttura non convenzionale, perlomeno all’Eurovision, per una riflessione sui passaggi critici dell’esistenza. La Cechia scommette, assumendosi il rischio. 

Il battito si fa più delicato nelle proposte di Ucraina, Portogallo e Azerbaigian.

Leléka, in gara per l’Ucraina, affida alla sua Ridnym (“Alle persone care”) la speranza di una trasformazione che si compie nelle difficoltà. Le forze evocate sono quelle della natura, attraverso immagini di radici, rami e fiamme: un brano che non si siede, sostenuto dalle vette vocali della cantante e da aperture elettroniche.

I portoghesi Bandidos do Cante ci consegnano Rosa: una canzone sugli affetti e su quanta attenzione serva per prendersene cura. Il quintetto intreccia le polifonie dell’Alentejano, canto tradizionale e patrimonio UNESCO, e soluzioni contemporanee. Il brano poggia su una costruzione in cui le entrate dei solisti chiamano le parti corali, che si aprono come un fiore. Una proposta priva di scansione ritmica che punta sull’atmosfera e suona coraggiosa.

Le note di pianoforte sono pennellate di amarezza in Just Go, della azera Jiva. Il tema centrale è quello dell’uscita da una relazione tossica (piuttosto battuto all’ESC, lo abbiamo capito), della ricerca di slancio per superare il senso di vuoto di chi sa di aver dato tutto. Il messaggio si rafforza strada facendo, attraverso uno sviluppo che mette in risalto il lato emotivo.

L’Eurovision in tivù alla RSI

-LA2, 5 maggio, ore 22.15: showcase di Veronica Fusaro

-LA1, 12 e 14 maggio, ore 21: semifinali in diretta;
16 maggio, ore 21: finale in diretta dalla Wiener Stadthalle

LEGATO A “IL MATTINO DI RETE TRE” DEL 22.04.2026, ORE 7.30

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