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L’ex direttore dell’FBI accusato di aver minacciato la vita di Trump

James Comey è stato incriminato per aver “cospirato” contro l’inquilino della Casa Bianca con una foto (poi rimossa) su Instagram - Il funzionario indagò sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali 2016

  • Ieri, 07:48
  • Oggi, 15:21
L'ex direttore dell'FBI Comey stava indagando sulle interferenze rusxse nelle elezioni presidenziali USA 2016 quando Trump lo licenziò
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Radiogiornale delle 07.00 del 29.04.2026: Ex direttore dell’FBI James Comey di nuovo incriminato

RSI Info 29.04.2026, 07:00

  • Keystone
Di: AFP/Reuters/EnCa 

L’ex direttore dell’FBI James Comey, bersaglio designato dell’ira del presidente americano Donald Trump, è stato nuovamente incriminato martedì. Questa volta è accusato di aver minacciato “la vita e l’incolumità fisica” del politico repubblicano, stando a ciò che racconta l’accusa. Comey, 65 anni, è oggetto di due capi d’imputazione emessi da una giuria della Carolina del Nord per una fotografia pubblicata sui social network nel maggio 2025, interpretata dal Dipartimento di Giustizia federale come una “minaccia” nei confronti del presidente.

L’annuncio, dato dal ministro della Giustizia ad interim Todd Blanche, arriva tre giorni dopo la sparatoria al gala della stampa a Washington, il cui principale sospettato è stato incriminato lunedì, in particolare per tentato omicidio del presidente americano.

All’inizio di aprile Donald Trump ha destituito la sua ministra della Giustizia Pam Bondi, in seguito in particolare a una serie di penosi fallimenti del suo ministero nel perseguire penalmente obiettivi da lui espressamente designati. Ha nominato ad interim per ricoprire questa carica strategica Blanche, fino ad allora numero due del ministero, che è anche uno dei suoi ex avvocati personali.

“Minacciare di attentare alla vita del presidente degli Stati Uniti non sarà mai tollerato dal Dipartimento di Giustizia”, ha dichiarato Todd Blanche durante una conferenza stampa, sottolineando che ciascuna delle due accuse era punibile con una pena massima di dieci anni di reclusione.

A novembre un giudice federale aveva annullato due accuse orchestrate dal presidente americano contro James Comey e contro il procuratore generale dello Stato di New York, Laetitia James, a causa della nomina, a suo avviso illegale, del procuratore che aveva avviato tali procedimenti.

Comey era accusato di aver mentito sotto giuramento negando, in risposta a una domanda di un senatore, di aver autorizzato il suo vice a essere citato in forma anonima dai media in merito a indagini delicate condotte dall’FBI.

Questa volta è perseguito in relazione a un incidente legato alla pubblicazione di un’immagine sul social network Instagram nel maggio 2025, in cui le autorità americane, compreso Donald Trump, avevano affermato di vedere una minaccia rivolta al presidente repubblicano.

L’ex direttore dell’FBI aveva condiviso una fotografia, poi rimossa, che mostrava delle conchiglie disposte sulla sabbia a formare il messaggio “86 47”: il primo numero è talvolta usato per indicare il desiderio di mandare via, o addirittura uccidere, qualcuno, mentre il secondo potrebbe riferirsi a Donald Trump, 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America.

Questa immagine “sarebbe interpretata da un destinatario ragionevole a conoscenza delle circostanze come una grave espressione dell’intenzione di nuocere al presidente degli Stati Uniti”, afferma il Dipartimento di Giustizia in un comunicato martedì. Comey – bruscamente licenziato da Donald Trump nel 2017 mentre l’FBI indagava su possibili interferenze russe nella campagna presidenziale del 2016 – si era poi spiegato in un post su Instagram.

“Ho pubblicato poco fa una foto di conchiglie che ho visto stamattina durante una passeggiata sulla spiaggia e ho ritenuto che fosse un messaggio politico. Non mi ero reso conto che alcune persone associassero questi simboli alla violenza. Non era mia intenzione, ma mi oppongo a qualsiasi forma di violenza e quindi ho rimosso il post”, aveva scritto.

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