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Iran, Trump punta sugli Accordi di Abramo

Il presidente USA vuole allargare l’intesa ai Paesi arabi e inserirvi anche Teheran, mentre a Doha proseguono i colloqui su Hormuz, nucleare e fondi congelati

  • Oggi, 17:06
  • 2 ore fa
Donald Trump lega le trattative con l'Iran all'ingresso dei Paesi arabi negli Accordi di Abramo

Donald Trump lega le trattative con l'Iran all'ingresso dei Paesi arabi negli Accordi di Abramo

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: ATS/Reuters/sdr 

Donald Trump prova ad allargare il perimetro del negoziato con l’Iran, trasformandolo da accordo bilaterale con Teheran a possibile intesa regionale. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha chiesto a diversi Paesi arabi di aderire “simultaneamente” agli Accordi di Abramo, il quadro di normalizzazione con Israele promosso dagli Stati Uniti nel 2020.

Trump ha citato Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein, sostenendo che, dopo il lavoro svolto da Washington per ricomporre una crisi “estremamente complessa”, questi Paesi dovrebbero almeno entrare insieme negli Accordi. Secondo Reuters, nel suo appello il presidente ha incluso anche il Pakistan.

Il passaggio più ambizioso riguarda l’Iran. Trump ha affermato che, qualora Teheran raggiungesse un’intesa con gli Stati Uniti, sarebbe “un onore” accoglierla nella stessa cornice diplomatica. A suo giudizio, un simile risultato renderebbe il Medio Oriente “unito, potente ed economicamente forte”. La proposta arriva mentre proseguono i contatti su un possibile accordo tra Washington e Teheran. Trump ha detto che i negoziati “stanno procedendo bene”, ma ha avvertito che l’alternativa a un’intesa sarebbe un ritorno al conflitto, “in modo più massiccio e intenso che mai”.

Il confronto diplomatico si concentra soprattutto su tre dossier: la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’uranio arricchito iraniano e lo sblocco di beni congelati. A Doha sono presenti il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, per colloqui con il primo ministro del Qatar. La presenza del governatore della Banca centrale iraniana conferma il peso della componente finanziaria nel negoziato.

Secondo un funzionario iraniano citato dal Washington Post, la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe avvenire per fasi. In una prima fase, gli Stati Uniti sbloccherebbero 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati; parallelamente inizierebbero le operazioni di sminamento e verrebbe revocato il blocco americano. Resta però da capire quanto sia realistica l’idea di collegare il dossier iraniano agli Accordi di Abramo. Emirati Arabi Uniti e Bahrein ne fanno già parte, mentre Arabia Saudita, Qatar e Turchia non hanno finora aderito. Egitto e Giordania hanno relazioni diplomatiche con Israele da decenni, ma non rientrano formalmente in quel quadro.

Sul piano internazionale, anche Mosca spinge per una soluzione politica. In una telefonata con il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato, secondo il Cremlino, la necessità di una rapida soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana, che tenga conto degli interessi di tutti gli Stati della regione. L’iniziativa di Trump punta dunque a un obiettivo molto più ampio della sola tregua con Teheran: costruire una nuova architettura regionale. Ma proprio questa ambizione rende il negoziato più complesso, perché lega in un unico pacchetto sicurezza, nucleare, economia, rapporti con Israele e rivalità regionali.

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Usa-Iran accordo vicino?

Telegiornale 24.05.2026, 20:00

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