Oltretevere

Leone XIV lancia “Magnifica Humanitas”, l’IA tra potere e dignità

Il Papa presenta la sua prima Enciclica, denuncia le nuove forme di potere digitale e invita a disarmare la tecnologia prima che disumanizzi la società

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Papa Leone saluta il cofondatore di Anthropic Christopher Olah durante la presentazione della prima enciclica del Papa, «Magnifica humanitas: Sulla salvaguardia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale». Vaticano, lunedì 25 maggio 2026

Papa Leone saluta il cofondatore di Anthropic Christopher Olah durante la presentazione della prima enciclica del Papa, «Magnifica humanitas: Sulla salvaguardia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale». Vaticano, lunedì 25 maggio 2026

  • Keystone
Di: Paolo Rodari 

Un gesto destinato a lasciare un segno nella storia della Chiesa e del dibattito globale sull’intelligenza artificiale. Leone XIV presenta oggi “Magnifica Humanitas”, la sua prima Enciclica, firmata il 15 maggio nel 135° anniversario della “Rerum Novarum”. Come Paolo VI che, nel celebre discorso all’ONU del 4 ottobre 1965, evocò Terenzio dicendo che nulla di ciò che è umano poteva essergli estraneo, anche Leone compie di fatto lo stesso gesto. Ricorda che la Chiesa rimane esperta di umanità, chiamata a discernere ogni epoca a partire dall’uomo e per l’uomo. Si tratta di un testo che affronta la «custodia della persona umana nel tempo dell’IA» e che, per toni e contenuti, supera i confini dottrinali per entrare nel cuore delle tensioni geopolitiche contemporanee.

Alla presentazione, evento raro per la presenza diretta del Pontefice, partecipano figure di primo piano della curia e studiosi di IA. Tra loro Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, la cui presenza è stata letta come un segnale politico in un momento di frizione tra Santa Sede, Silicon Valley e amministrazione Trump.

L’IA non è neutrale: «Restare umani»

L’Enciclica è un appello a orientare la tecnologia verso giustizia e comunione, rifiutando una logica puramente efficientista. Leone avverte che l’IA «non è moralmente neutra» e che la dignità della persona rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione. La tecnologia, scrive, «assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola», e per questo va guidata da criteri di corresponsabilità e sussidiarietà.

Dottrina sociale, dignità e giustizia

Il Papa ripercorre la Dottrina Sociale della Chiesa come «teologia della comunione», ribadendo i suoi pilastri: dignità della persona, valore del lavoro, destinazione universale dei beni, solidarietà, pace. Denuncia le pressioni ideologiche che riducono l’essere umano a risorsa da sfruttare e riafferma l’inviolabilità dei diritti, compreso quello alla vita «dal concepimento alla morte naturale». Centrale il tema dei migranti, definiti «banco di prova decisivo» della giustizia sociale.

Esame di coscienza per la Chiesa e codice etico sull’IA

Leone XIV applica gli stessi criteri alla vita ecclesiale, chiedendo di «bonificare» strutture e relazioni da opacità e prevaricazioni. Critica il «paradigma tecnocratico» e invoca un codice etico sull’IA fondato su criteri condivisi: «Non serve un’IA più morale se questa morale è decisa da pochi».

Disarmare l’IA, superare il transumanesimo

Il Papa chiede di sottrarre l’IA alla competizione militare ed economica, critica transumanesimo e postumanesimo e ricorda che l’uomo «fiorisce attraverso il limite». Invoca un’«ecologia della comunicazione» contro disinformazione e manipolazione, e riafferma il ruolo insostituibile della scuola come luogo di verità e relazioni affidabili.

Lavoro, famiglia e nuove schiavitù digitali

Nel capitolo dedicato al lavoro, il Pontefice chiede sistemi che mettano al centro la persona, non la prestazione, e invita a superare il PIL come unico parametro di sviluppo. Denuncia le nuove schiavitù legate all’estrazione di terre rare e al «colonialismo dei dati», chiedendo perdono per i ritardi storici della Chiesa nella condanna della schiavitù.

La guerra nell’era digitale

La rivoluzione tecnologica, scrive Leone XIV, sta cambiando la grammatica dei conflitti. Nessun algoritmo può rendere la guerra moralmente accettabile. Il Papa invita a superare la teoria della «guerra giusta» e a costruire una «civiltà dell’amore» fondata su dialogo e perdono.

Il fronte geopolitico: Vaticano, Silicon Valley e Casa Bianca

La presenza di Olah assume un valore simbolico dopo le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump ad Anthropic per il rifiuto di collaborare con il Pentagono. La Santa Sede sembra indicare che nella Silicon Valley esistono interlocutori disponibili a un dialogo etico. Le tensioni con Washington restano alte: Trump ha definito il Papa «debole», mentre Leone ha ribadito di non temere critiche e di voler continuare a parlare «contro la guerra».

Babele o Gerusalemme

L’Enciclica si chiude con un’immagine potente: l’umanità è chiamata a scegliere se costruire una nuova Babele o una città dove Dio e l’uomo abitano insieme. Un invito a vivere le tecnologie con sobrietà e responsabilità, per testimoniare «la bellezza di una magnifica umanità abitata da Dio».

(Testo legato all’RG del 25 maggio 2026, ore 12.30)

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