Ticino e Grigioni

Cellulari a scuola, i Grigioni dicono no al divieto

Il Parlamento cantonale ha respinto la proposta con larga maggioranza, dando invece priorità all’autonomia comunale

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UDC e PLR hanno votato compatti contro, così come la maggioranza del Centro. Il PS era di opinione divisa, mentre i Verdi liberali si sono espressi in maggioranza a favore
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Nei Grigioni "no" al divieto generalizzato del cellulare a scuola

Il Quotidiano 17.06.2026, 19:00

  • Keystone
Di: ATS / Tieffe 

Il Gran Consiglio dei Grigioni ha respinto mercoledì una proposta di divieto cantonale dell’uso dei cellulari nelle scuole dell’obbligo. La mozione è stata bocciata con 84 voti contro 23 e due astensioni. Una netta maggioranza ha infatti dato priorità all’autonomia comunale.

Le ragioni del divieto

Walter von Ballmoos, granconsigliere dei Verdi liberali e promotore della mozione, ha sostenuto che gli smartphone distraggono gli studenti anche quando non vengono utilizzati. “Disturbano l’attenzione, riducono il rendimento scolastico e compromettono la capacità di concentrazione. Inoltre favoriscono l’isolamento sociale, poiché i bambini invece di interagire direttamente sono spesso assorbiti da soli dagli schermi”, ha affermato.

Secondo von Ballmoos, il personale docente segnala sempre più spesso conflitti, esclusione, cyberbullismo o riprese non autorizzate nell’ambiente scolastico. La sua soluzione: un divieto cantonale nelle scuole dell’obbligo per l’utilizzo privato di dispositivi digitali come gli smartphone.

Prevale l’autonomia comunale

Il granconsigliere dell’Unione Democratica di Centro (UDC) Thomas Gort ha motivato il rifiuto richiamando l’autonomia comunale. “Gli enti responsabili delle scuole hanno già oggi la possibilità di definire regole chiare. Un divieto cantonale non è efficace”, ha dichiarato Gort, pur riconoscendo che il consumo mediatico dei bambini è troppo elevato.

Anche Samuele Censi, granconsigliere del Partito Liberale Radicale (PLR) e direttore scolastico, ha privilegiato l’autonomia comunale. Ha citato l’esempio della Regione Moesa che già regola l’utilizzo dei cellulari, secondo lui con buoni risultati.

Dal Partito Socialista (PS) sono emerse opinioni divergenti: Linda Zaugg-Ettlin ha sostenuto che “la protezione dei minori non può essere una questione di luogo di residenza”, mentre Silvio Dietrich ha invece affermato che “i bambini non hanno bisogno solo di protezione, ma anche della capacità di orientarsi nel mondo digitale”.

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