Dopo due mesi di tensioni con le autorità cantonali di Coira, a Roveredo si respira soddisfazione. Il Consiglio degli Stati, dopo il Nazionale, ha approvato oggi, mercoledì, la mozione dell’UDC per introdurre l’obbligo di presentare il casellario giudiziale rilasciato dai Paesi di origine per le persone che chiedono un permesso per stabilirsi in Svizzera. Era quanto il Comune politico e il Patriziato rivendicavano da quando un’inchiesta internazionale di polizia aveva fatto emergere che persone con presunti legami con la criminalità organizzata campana e balcanica risiedevano in paese con un permesso di dimora B.

Roveredo, mafia e permessi
Falò 19.05.2026, 20:45
La protesta del Patriziato
Per indurre Coira a cambiare approccio, ispirandosi alle soluzioni introdotte in Ticino, il Municipio si era espresso pubblicamente e per vie istituzionali. Il vicesindaco Decio Cavallini si era fatto portavoce dello stupore e delle rivendicazioni delle autorità locali.
Il Patriziato aveva avviato anche uno “sciopero dello zelo”, bloccando le naturalizzazioni per protesta. Era nato un contrasto con il Cantone, che aveva anche prospettato il commissariamento dell’ente presieduto da Aurelio Troger.
Ora da Berna è arrivata la conferma che, anche alla luce di quanto emerso sulla posizione di Jacques Moretti nel caso di Crans-Montana, la rivendicazione partita dal Comune mesolcinese non era campata in aria, ma aveva fondamento, avendo ottenuto il sostegno della maggioranza del Parlamento svizzero.
“Un riscontro inaspettato”
Nessuno a Roveredo si aspettava che il caso avrebbe assunto rilevanza nazionale e che avrebbe contribuito a una decisione delle Camere federali. La mossa del Patriziato, come ha spiegato ai microfoni della RSI un soddisfatto Aurelio Troger, era nata come provocazione per sollevare un tema. Il riscontro è stato inaspettato.
“Dimostra che i Patriziati hanno la forza per poter comunicare anche con tutta la Svizzera”, ha dichiarato Troger. Il presidente del Patriziato auspica ora un intervento immediato su tutto il Grigioni, non limitato a Mesolcina e Calanca (come ventilato dal consigliere Peter Peyer martedì), anticipando l’azione della Confederazione.
“La Svizzera ha tanti pregi, purtroppo negli ultimi tempi abbiamo visto anche tanti difetti, però è ancora una nazione nella quale si possono proporre delle cose e si possono sfidare le situazioni consolidate. Se le proposte sono valide, si possono avere anche dei riscontri positivi”, ha concluso Aurelio Troger.








