Con l’arrivo del bestiame in quota per la stagione all’alpe aumenta il rischio di attacchi da parte dei lupi. Lo ha spiegato al Quotidiano Tiziano Putelli, capo dell’Ufficio caccia e pesca del Canton Ticino, ricordando poi che una parte degli alpeggi oggi è considerata come “non proteggibile”.
Il Ticino risponde con un progetto pilota: 88 cacciatori con formazione speciale che affiancheranno i 22 guardiacaccia nell’esecuzione degli ordini di abbattimento.
Nel 2025 i guardiacaccia hanno impiegato 3’200 ore per sopprimere 6 lupi su un totale di 24 esemplari. Un risultato, che l’Ufficio caccia e pesca definisce “insufficiente” e attribuisce a diversi fattori: territorio impervio, assenza di strade e carenza di risorse.
Dal 2024 al 2026 sono stati formati 600 cacciatori, il cui impiego è limitato al giorno e al periodo di caccia. La soluzione arriva con 88 cacciatori selezionati, quattro per guardiacaccia, che hanno ricevuto una formazione supplementare. Saranno muniti di telecamere termiche e potranno operare insieme ai 22 guardiacaccia. La novità sta nel fatto che questi cacciatori “aiutanti” potranno operare anche di notte e fuori dai periodi venatori. L’obiettivo, dice Putelli, è “essere il più reattivi ed efficaci possibile”.
I primi cacciatori selezionati saranno operativi a settembre, all’inizio del periodo di regolazione dei branchi che proseguirà fino a gennaio.
Il progetto pilota biennale, ispirato al modello vallesano, risponde anche alla mozione approvata dal Gran Consiglio su iniziativa di Giovanni Berardi. Tra indennità e costi di gestione, la spesa massima sarà di 250’000 franchi all’anno.









