Il Governo ticinese ha così deciso di sospendere il versamento all’Italia di circa metà dei ristorni sulle imposte pagate dai frontalieri. Circa 50 milioni di franchi che verranno congelati, che non verranno dunque versati a Roma e non verranno ridistribuiti ai comuni italiani di confine. Una situazione istituzionalmente complessa a più livelli e questo anche pensando ai rapporti tra le autorità ticinesi e quelle federali. Oggetto del contendere è la volontà italiana - del Governo Meloni - di introdurre la famosa “Tassa sulla salute”, da far pagare ai frontalieri che lavorano in Svizzera per finanziare il Servizio sanitario nazionale. Introdurre questo tributo, secondo il Ticino, sarebbe una violazione degli accordi italo-svizzeri: una doppia imposizione fiscale. Berna, invece, ha una posizione molto più cauta su questo punto.
“Il Consiglio federale si rammarica di questa situazione”
La direttrice del Dipartimento federale delle finanze, Karin Keller-Sutter, si è recata martedì a Roma dove ha incontrato il suo omologo italiano Giancarlo Giorgetti per discutere della situazione.
Al termine dell’incontro, Karin Keller-Sutter si è recata all’ambasciata svizzera dove ha rilasciato alcune dichiarazioni. “Il Consiglio federale si rammarica di questa situazione”, ha spiegato ai microfoni della RSI. “Ritengo che sia nell’interesse della Svizzera che l’accordo fiscale che abbiamo concluso con l’Italia venga applicato correttamente. Il ministro italiano condivide questa opinione. D’altra parte, però, siamo entrambi determinati a trovare una soluzione e a riunire anche le due regioni interessate, ovvero il Ticino e la Lombardia, per discutere della tassa sanitaria. Un contributo che per il momento non è però ancora stato applicato”.

Keller-Sutter e Giorgetti
Berna e Roma vogliono proseguire il dialogo
“Il Ministro Giorgetti e io, sul piano politico, siamo perfettamente d’accordo nel proseguire il dialogo - ha poi aggiunto in un’intervista concessa alla RSI - Non vogliamo che i rapporti tra la Svizzera e l’Italia si deteriorino a causa di una questione che può essere risolta, e siamo entrambi determinati a risolverla. Vi ho detto che la Svizzera ha tutto l’interesse a rivedere l’accordo sulla doppia imposizione. Il ministro Giorgetti era pronto a condurre le trattative, ma adesso è necessario risolvere questo problema. È un po’ un peccato che adesso si parli del Canton Ticino. Non voglio dire che la questione ticinese blocchi l’accordo sulla doppia imposizione, ma forse rallenta un po’ il processo, e per la Svizzera è di interesse generale poter rivedere questo accordo sulla doppia imposizione”.
Si può parlare di un problema tra Berna e il Ticino? “Io non vedo alcun problema”, risponde la consigliera federale. “Insomma, si può sempre parlare, instaurare un dialogo e poi risolvere i problemi. Sinceramente, non vedo proprio quale sia il collegamento tra questo contributo sanitario e la politica di Berna. Insomma, non capisco quale sia il nesso. Soprattutto perché questa misura non viene nemmeno ancora applicata. È un po’ difficile vedere un problema in qualcosa che non c’è e non viene ancora fatto”. E però per il Ticino è un problema, dunque? “Sì, ma il contributo non viene applicato. Allora, vedete, se si parla di una materia o di un tema ipotetico, la cosa si complica un po’...”
Di fatto sul tavolo adesso c’è il blocco cautelativo e parziale dei ristorni. La consigliera federale ha detto che si tratta di un problema che si può tranquillamente risolvere e che Giorgetti ha proposto di riunire Lombardia e Ticino per risolvere la situazione. Magari anche cancellando la presunta retroattività che la tassa sanitaria in questo momento comprende.
Giorgetti stigmatizza stop parziale ristorni: è violazione del trattato internazionale
Nel frattempo, il ministero italiano delle finanze e dell’economia ha inviato una nota stampa che spiega: “Il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha ricevuto oggi al Mef la consigliera federale Karin Keller-Sutter per discutere dei dossier fiscali bilaterali aperti. In particolare Giorgetti ha stigmatizzato la decisione del governo del Ticino di sospendere parzialmente le compensazioni ai comuni in violazione dell’Accordo sui frontalieri del 2020 concordando con la consigliera Keller-Sutter sulla necessità urgente di trovare una soluzione e ripristinare la corretta applicazione del Trattato. L’Italia, dopo aver chiarito la natura del contributo sanitario per i nuovi frontalieri, così come chiesta dalla Regione Lombardia, si è detta disponibile ad approfondire anche altre questioni, quali una possibile revisione della Convenzione sulle doppie imposizioni ma solo dopo che sarà ristabilito il rispetto dell’Accordo bilaterale in vigore”.










