Lo spettacolo GardiZERO è in scena il 6 febbraio al LAC, il 7 al Teatro Dimitri di Verscio e l’11 al Sociale di Bellinzona.
Gardi Hutter, clown svizzera tra le più celebri al mondo, nata nel 1953 ad Altstätten, ha portato il suo “teatro clownesco” in oltre 35 paesi e 5 continenti, con più di 4400 spettacoli dalla Spagna alla Cina, dal Messico all’Egitto. Dal 1985 vive nella Svizzera italiana, dove ha trovato una casa e un pubblico che la segue con affetto.
Con GardiZERO compie una svolta radicale. Ospite di Prima Ora racconta che, dopo decenni di scenografie ricche e personaggi iconici, ha voluto salire sul palco «totalmente a nudo – e sfidare il palco vuoto». Sceglie di confrontarsi con il «nulla», che per lei «non è mai nulla, ma annida un potenziale infinito». È un viaggio comico‑filosofico sulla nascita delle idee, lontano dai suoi lavori precedenti, spesso incentrati sulla morte.

L'arte di Gardi Hutter
Prima Ora 04.02.2026, 18:00
Dopo 45 anni di carriera, Hutter non vuole più ripetersi. La maschera della storica lavandaia Hanna, amatissima dal pubblico, era diventata «un po’ pesante». Con GardiZERO cerca una nuova libertà, un gioco scenico senza appigli, dove far emergere un “misto tra risata e pianto”, la sua cifra più autentica.
La sua formazione parte dall’Accademia di Arte Drammatica di Zurigo, dove si diploma nel 1977, e prosegue al CRT di Milano con maestri come Nani Colombaioni, Mario Gonzales e Ferruccio Cainero. È in Italia che crea il suo personaggio clownesco e il suo universo immaginario.
Pioniera assoluta, una delle prime donne clown in Svizzera, ha sfidato un mondo che pensava che solo gli uomini potessero far ridere. Con la sua comicità ostinata e la sua straordinaria fisicità ha dimostrato che il pubblico aveva voglia di ridere delle donne. Nei suoi spettacoli costruisce piccoli universi assurdi in cui i suoi personaggi combattono con grande coraggio – ma invano – alla ricerca della felicità.
Per Hutter la comicità è un linguaggio universale: il pubblico in Cina ride negli stessi momenti di quello in Brasile, anche se «forse con un’intensità diversa». La risata è una «conquista», un modo per superare tensioni e paure, un «trucco per far passare delle cose che non si direbbero nella realtà». Si può ridere di tutto, dice, ma con finezza.
Dopo oltre quarant’anni di tournée e premi, Hutter è più libera che mai. Non deve più dimostrare nulla: ora «recitare» è diventato «giocare», come fanno i bambini quando inventano mondi nuovi.
Il suo legame con il Ticino è profondo. Qui vive dal 1985, e qui torna con “GardiZERO”, in scena al LAC, al Teatro Sociale e al Teatro Dimitri: un’occasione per vedere da vicino l’evoluzione di un’artista che continua a reinventarsi e a incantare con la sua poetica clownesca.






