Arte

Terraphilia

La mostra al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid propone di attraversare l’arte andando oltre l’umano, rimane aperta fino al 24 settembre

  • Oggi, 11:00
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Composizione di immagini da opere di Jan Brueghel il Vecchio, Salvador Dalí, Elmgreen & Dragset, Martin Johnson Heade, Carsten Höller, Regina de Miguel, Diana Policarpo, Jessi Reaves, Roelandt Savery, Akeem Smith, Susanne M. Winterling e Inês Zenha

  • Design TOT Studio, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid
Di: La corrispondenza/Mc 

In che modo l’amore può ridefinire il nostro rapporto con la Terra? Terraphilia, la mostra in corso al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, ci invita a ripensare il nostro posto sul pianeta, non come sovrani, ma in un modo condiviso. Attraverso l’arte, la filosofia e la conoscenza ancestrale, la mostra esplora come l’amore per la Terra sia un modo di essere e di partecipare che può ispirare giustizia, comunità e cura tra le specie, nel tempo.

Terraphilia è un termine che, combinando Terra (Terra) con philia (amore e amicizia), vuole esprimere un profondo legame di affetto, cura e responsabilità nei confronti della Terra e dei suoi abitanti.
L’esposizione vuole rendere omaggio al pianeta, proponendo di uscire dalla prospettiva antropocentrica, mettendo in mostra connessioni apparentemente distanti e insolite grazie ad accostamenti di opere fuori dall’ordinario, che non ci aspetteremmo di trovare l’una vicino all’altra.

Costruendo un discorso che potremmo definire “olistico” e innovativo, che viene raccontato attraverso quasi 100 opere che attraversano cinque secoli di storia dell’arte, reinventano l’esistenza sulla terra, raccontandoci nuovi modi di abitarla. Andiamo dai racconti meteorologici alle pratiche spirituali ed ecologiche. Questa mostra fa luce sull’attuale crisi planetaria per instillare nel visitatore una visione della natura come essere vivente, intelligente, ma anche ferito e bisognoso di protezione.

Francesco Fiori, corrispondente da Madrid per Rete Due

Una mostra che accosta antico, moderno e contemporaneo e che risulta particolarmente interessante perché porta il visitatore a scoprire come il problema dell’antropocentrismo e dello sfruttamento violento della terra e delle altre forme di vita, non sia un problema di oggi, ma un’abitudine consolidata nei secoli e che l’arte si è sempre incaricata di criticare e di denunciare.

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Elyla, Torita-encuetada, 2023

  • Courtesy of the artist, Thyssen-Bornemisza, Museo Nacional Madrid

Nella volontà di proporre una riflessione sul legame emotivo e responsabile con la terra e le sue tante forme di vita, l’esposizione presenta un centinaio di opere di epoche e di tradizioni artistiche diverse. Aprendo la porta a nuove forme di coesistenza tra le specie, rappresenta una vera sfida alla visione antropocentrica dell’universo. I visitatori vengono guidati attraverso diversi modi di vivere la terra, esplorando tanti approcci che, dalla riflessione scientifica, arrivano fino alla spiritualità.

08:24

Una mostra contro l’antropocentrismo

La corrispondenza 27.08.2025, 07:05

  • Andrea Fazioli

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