Cinema e auto

25 anni veloci e furiosi

Il primo film della saga “Fast and Furious” ha un quarto di secolo: viaggio a tutto gas fra i suoi bolidi più iconici, quelli giapponesi, arrivati anche in Ticino

  • Oggi, 10:00
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Di: Stefano Roncoroni 

22 giugno del 2001, venticinque anni fa. Nei cinema del mondo arriva “The Fast and The Furious”, diretto da Rob Cohen, primo capitolo di una delle saghe cinematografiche più longeve: per adesso, dieci episodi, per capirci sono già di più di quelli di Batman o di Harry Potter.

Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta. Per quei dieci secondi o meno, io sono libero!

Dominic Toretto

Nel settembre 2002, il film arriva alle nostre latitudini. In una sala di Locarno c’è un giovane di 19 anni, già appassionato di motori. Si chiama Inti Filipelli. Ci racconta: «Vedere tutte queste gare ha gasato un po’ tutti. Quando siamo usciti dal cinema, io e gli amici, eravamo esaltati, tutti a dire “voglio comprare questo, voglio fare quello”. Volevamo andare ad Ambrì a organizzare anche noi cose del genere, cioè chiedere permessi per fare “drag race” sull’aeroporto. Poi è chiaro che a 19 anni la moneta non gira troppo, quindi sono rimasti sogni nel cassetto per un bel po’».

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Ho la macchina di Fast and FURIOUS

RSI Cultura 22.06.2026, 10:00

Inti oggi ha davvero una vita legata al mondo auto, reale, pratica: è proprietario di un garage molto conosciuto nel mondo delle preparazioni di auto sportive. E in più, è istruttore di pilotaggio per il Touring Club Svizzero. E ha anche realizzato un sogno legato a “Fast and Furious”. Si è comprato una Nissan Skyline Gt-R R34, una dei miti del film, è quell’auto grigia con le strisce blu guidata dal protagonista biondo, Paul Walker. Il bolide in Europa non è mai stato importato ufficialmente, possederlo significa aver fatto arrivare il veicolo dal Giappone e aver fatto tutto l’iter per omologarla in Svizzera: «Nel film c’era questa macchina, era un po’ il Santo Graal e da lì è nato il sogno, o la malattia, dipende da come si vede la cosa! È una macchina che sognavo già da bambino, tutto è cominciato con la Play Station, perché era l’auto che potevi modificare di più. Nel 2008, dopo anni e anni di risparmi, sono riuscito a portarmela a casa direttamente dal Giappone. Ci sono macchine del giorno d’oggi che, secondo me, non hanno ancora la tecnologia di questa, che ormai ha 25 anni: quattro ruote sterzanti, girano anche quelle dietro, ha un sistema di trazione che non è fisso ma che sposta la trazione davanti e dietro in base a vari fattori, ha un computerino interno che ti indica un sacco di dati della macchina».

La Skyline non è la sola macchina giapponese nella saga “Fast and Furious”. Anzi, per citare solo le più iconiche, c’è una leggendaria Toyota Supra, arancione, e una storica Mazda RX7 rossa, quella con il motore rotativo. Di bolidi giapponesi ce ne sono tantissimi, tanto che il terzo episodio della saga, forse l’ultimo puro e duro, davvero incentrato sul mondo delle corse clandestine, si svolge proprio nel paese del sol levante e si intitola “Tokio Drift “, del 2006, vent’anni fa esatti.

Paul Walker e la mitica Supra arancione

Paul Walker e la mitica Supra arancione

Ma perché ci sono così tante auto giapponesi in “Fast and Furious”? Perché quei bolidi erano molto difficili da importare in America, molte arrivavano solo usando l’escamotage di passare come showcar, come macchine per eventi e esposizioni: quindi, nascevano con un alone di culto, un’aura di cosa proibita, erano perfette per le corse clandestine notturne.

Altra cosa, le macchine giapponesi erano tutte limitate a 280 cavalli, questo per un accordo fatto delle case automobilistiche con il governo giapponese, che non voleva per strada mostri che avrebbero potuto creare incidenti e morti: erano macchine “strozzate” ma con un grande potenziale, altamente migliorabili, erano perfette per il mondo di malati di modifiche stile “Fast and Furious”.

Ultimo motivo: erano le perfette antagoniste per le macchine americane, quelle grandi con potenti e enormi motori V8. Da una parte le americanone muscolose, dall’altra le giapponesine, più leggere, con motori più piccoli ma che adottavano soluzioni tecniche nuovissime. Insomma, due mondi diversi, opposti, in competizione.

E non poteva essere che subito gara! Meglio se notturna, meglio se clandestina!

Toyota Supra Vs Dodge Charger

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