Cinema

Breve storia della politica a Hollywood

Dal grande al piccolo schermo, da Charlot a Denzel Washington, tutti i modi in cui il cinema americano ha messo gli spettatori davanti a quella domanda: e voi, da che parte state?

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Cate Blanchett in Mrs. America, 2020
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Mrs. America

Gli Imperdibili 06.02.2026, 00:05

  • IMAGO / ZUMA Press
Di: Carla Clavuot 

Ci sono tantissimi film che parlano di politica, anche se non sembra che parlino di politica. A dirla tutta, qualsiasi pellicola che analizzi la condizione umana di fronte al Potere e alla Storia potrebbe in sé far parte di questa categoria. Ma sono molti anche i film che di politica parlano davvero. Insomma, quelli davvero molto noiosi. Parlano di politica, quei noiosi, e ci piacciono da matti. Da quasi un secolo a questa parte.

Cominciamo dal 1940, anno in cui Charlie Chaplin dirige Il grande dittatore, pura satira del totalitarismo nazista. «È noto che Charlot suscitò numerosi imitatori. Uno di essi è un agitatore politico austriaco di nome Adolf Hitler. Primo passo, Hitler prese i baffetti», scriveva André Bazin, che aveva capito che anche Charlot merita un posto nella storia.

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Il grande dittatore

“Il Grande Dittatore”

Konsigli 15.10.2025, 17:45

  • © 1940 Charles Chaplin Productions
  • Sergio De Laurentiis

Alla fine degli anni ‘40 Hollywood sforna due pellicole che a riassumere la trama sembrano lo stesso film: un uomo di onesti principi entra in politica convinto di poter cambiare il sistema, ma perde sé stesso lungo la strada, costretto a continui compromessi e corrotto dal potere. Eppure, le due opere non potrebbero essere più differenti.
In Lo stato dell’unione il regista del sogno americano, Frank Capra, racconta di un industriale che si candida come Presidente. Ci sono Spencer Tracy e Katharine Hepburn, c’è l’incrollabile fiducia di Capra nel sistema democratico e nell’animo umano, il tutto condensato in un monologo finale che regala palpitazioni.
In Tutti gli uomini del Re invece seguiamo l’ascesa e la caduta di Willie Stark, contadino di buone intenzioni che riesce ad essere eletto governatore della Louisiana. Durante la scalata al potere, però, Stark viene smembrato, compromesso dopo compromesso, fino a ridursi all’emblema stesso della politica sporca e disillusa contro la quale si opponeva. Stessa trama, ma una lettura opposta della realtà. I film politici, oltre che essere - è il caso di ribadirlo - noiosi, ci obbligano pure a scegliere se abbiamo voglia di essere ottimisti, pensa un po’.

Negli anni 70 il mondo è scosso da grandi stravolgimenti che colpiscono l’uomo comune, la società, l’equilibrio geopolitico. Inutile dire che il cinema ci sguazza, in questo fermento. Arrivano capolavori come Tutti gli uomini del presidente, in cui il ciuffo sulla fronte di Robert Redford segna la fine della presidenza Nixon. Quinto Potere, dove il regista Sidney Lumet critica il sistema mediatico e la sua influenza sulla politica (e nel 1976, quando esce il film, non esistevano ancora i social. Oltre che noioso, Quinto Potere si potrebbe definire profetico). La critica alla relazione tra media e politica prosegue anni dopo con Sesso e potere, di Barry Levinson: per sviare l’attenzione pubblica da uno scandalo sessuale che coinvolge il Presidente, il suo spin doctor e un produttore hollywoodiano montano una guerra in un paese dell’Est Europa (NdA: si tratta di un film, non di un documentario).

Uno dei più prolifici autori a sfondo politico è il premio Oscar Aaron Sorkin, capace di infarcire con i suoi dialoghi ad alto contenuto democratico una commedia leggera come Il Presidente, una storia d’amore o il monolite politico-giudiziario Il processo ai Chicago 7. Sorkin è anche il padre della serie West Wing, sette stagioni tutte all’interno della Sala Ovale.

Quando si discute di politica, si discute anche di dissenso. Inutile dire che il cinema ci sguazza, nelle vicissitudini di quelli che remano contro. Malcolm X, di Spike Lee, racconta la vita del leader nazionalista afroamericano e lancia un giovane Denzel Washington. Sean Penn interpreta Harvey Milk nel film omonimo, commovente emblema della lotta per l’identità. Contro l’oppressione e le leggi razziali marciano i protagonisti di Selma, di Ava DuVernay. A volte c’è anche chi rema contro i propri diritti: nella miniserie Mrs America (in onda ogni giovedì in seconda serata su LA 1) Cate Blanchett interpreta una casalinga che si batte contro la legge per la parità dei sessi.

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Mrs. America

Mrs America 

Gli Imperdibili 09.02.2026, 19:00

  • © FX on Hulu
  • Simona Rodesino

Il cinema americano ha sfornato tantissimi film sulla politica. Ovvero, che hanno il brutto vizio di riguardarci da vicino, di costringerci ad interrogarci. Di chiederci se abbiamo ancora voglia di decidere da che parte schierarci, o – perché no - se ancora hanno senso, gli schieramenti. Film così noiosi che spingono ad arrovellarsi.
Inutile dire che il cinema ci sguazza, negli arrovellamenti.

Mrs. America è in onda ogni giovedì alle 23:10 su LA1, a partire dal 12 febbraio 2026

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Mrs. America

RSI La RSI 04.02.2026, 14:39

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