Quella che si apre stasera sarà un’edizione della Berlinale, la numero 76, ambiziosa e coraggiosa. La seconda guidata dalla direttrice americana Tricia Tuttle, che ha scelto come film di apertura No Good Men, terzo lungometraggio della regista afghana Shahrbanoo Sadat, ambientato nel 2021, poco prima del ritorno al potere dei talebani. Qui Naru, l’unica camerawoman della principale emittente televisiva di Kabul, sta lottando per ottenere la custodia del figlio di tre anni quando le viene proposta una importante opportunità di carriera.
La Berlinale 2026, che si chiuderà domenica 22 febbraio (la serata di premiazione sarà come sempre anticipata al sabato) presenta nel concorso internazionale 22 film che si contenderanno l’Orso d’Oro e l’Orso d’Argento: tra questi un’opera prima, un film d’animazione e un documentario. Sono rappresentate produzioni provenienti da 28 paesi. 20 film sono in anteprima mondiale. Nove sono stati diretti o co-diretti da donne.

Proprio durante la presentazione dello scorso 20 gennaio, la Direttrice ha lanciato la sua sfida: «Noi abbiamo trovato così tanto di cui innamorarci nel ricco programma del Concorso di quest’anno. E siamo così sicuri del fascino di questi 22 film che diciamo con aria di sfida che, se non si trova un film da amare qui... non si ama il cinema!». Toccherà alla giuria guidata da Wim Wenders scegliere i film più meritevoli tra quelli in concorso, dove trovano spazio nomi importanti come quelli di Kornél Mundruczó, regista ungherese che presenta il suo ultimo lavoro At the Sea con protagonista Amy Adams; il francese Alain Gomis con Dao; il messicano Fernando Eimbcke con Flies; la tedesca Angela Schanelec con My Wife Cries; l’australiano Warwick Thornton con Wolfram.
Dal mito shakespeariano ai trionfi del cinema svizzero
Indovina chi viene al cinema 07.02.2026, 12:45
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Poco il cinema svizzero: Tristan Forever di Tobias Nölle e Loran Bonnardot è forse il titolo più importante, un documentario presentato nella sezione Panorama che racconta la storia di un medico parigino che per 30 anni ha coltivato un’amicizia con un pescatore di Tristan da Cunha, l’isola abitata più isolata del mondo, e che decide di tornare sull’isola con l’intenzione di rimanerci per sempre. Bats & Bugs di Lena von Döhren è invece un corto d’animazione presentato nella sezione Generation K-Plus. A questi si aggiungono altre 6 coproduzioni sparse tra Panorama e Forum.
Scarsa anche la presenza italiana: due coproduzioni in concorso, Nina Roza di Geneviève Dulude-de Celles con Chiara Caselli e Rosebush Pruning di Karim Aïnouz, con Callum Turner, Riley Keough, Elle Fanning e Pamela Anderson.
Oltre al film d’apertura, nella sezione Berlinale Special si segnala la presenza di titoli molto attesi come The Blood Countess di Ulrike Ottinger con protagonista Isabelle Huppert, The Only Living Pickpocket in New York di Noah Segan con John Turturro e Heysel ‘85 di Teodora Ana Mihai, ambientato nelle ore in cui si è consumata la tragedia della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus.
Unico film da box office è Good Luck, Have Fun, Don’t Die di Gore Verbinski con Sam Rockwell e Juno Temple. Molte anche le serie tv (Berlino le ha sdoganate prima di ogni altro festival): tra queste saranno presentate Lord of the Flies, tratto dal romanzo di William Golding, e The House of the Spirits, adattamento del celebre libro di Isabel Allende. La retrospettiva di questa edizione si intitola Lost in the 90’s e si concentra sul cinema del decennio successivo alla caduta del Muro di Berlino. L’Orso d’oro alla carriera sarà invece assegnato all’attrice Michelle Yeoh, una delle star annunciate sul tappeto rosso di questa Berlinale. Con lei Sean Baker, la regista candidata all’oscar Chloé Zhao (protagonista di uno dei più attesi «talks» di questa edizione), Pamela Anderson, Ethan Hawke, Sophie Okonedo, John Turturro, Juliette Binoche, Isabelle Huppert.
Insomma, una Berlinale tutta da scoprire e da gustare, forte dei numeri importanti della scorsa edizione: 340mila ingressi di pubblico, oltre 100 mila presenze dell’industria, 20 mila tra stampa e operatori accreditati. Come dice Tricia Tuttle «una cosa che ci rende davvero diversi, davvero unici, rispetto agli altri festival è il nostro pubblico: siamo il più grande festival cinematografico al mondo come pubblico per numero di spettatori. Riunire il pubblico e gli addetti dell’industria cinematografica insieme è qualcosa che rende la Berlinale davvero unica».








