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Il mercato delle location cinematografiche 

Dalla nascita del mercato delle location al cineturismo: opportunità, limiti e tensioni nello sviluppo audiovisivo, tra attrattività economica e impatti locali nel caso ticinese

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Scorsese e Jack Nicholson sul set di "The Departed", 2006

Scorsese e Jack Nicholson sul set di "The Departed", 2006

  • IMAGO / United Archives
Di: Charlot/gapo 

Il successo globale di saghe e serie televisive ha trasformato le location cinematografiche in veri e propri motori economici, capaci di ridefinire la geografia della produzione audiovisiva e di incidere sulle dinamiche turistiche dei territori. È il fenomeno del film-induced tourism.

Dai paesaggi della Nuova Zelanda associati al Signore degli Anelli alle isole irlandesi di Star Wars, fino alla Dubrovnik di Game of Thrones, il cinema ha dimostrato negli ultimi decenni di poter generare ricadute economiche rilevanti, seppur non prive di criticità. La crescita di questo mercato ha spinto Paesi e regioni a competere per attrarre produzioni, sviluppando strumenti e politiche dedicate.

Come spiegato da Marco Cucco, docente all’Università di Bologna, ospite a Charlot, la scelta delle location è il risultato di un’evoluzione storica che affonda le radici nel secondo dopoguerra, quando le riprese si sono progressivamente spostate dagli studi ai contesti reali. Un passaggio legato sia a esigenze estetiche sia a fattori produttivi, che ha trovato un momento simbolico nella nascita della prima Film Commission negli Stati Uniti nel 1948.

Oggi le Film Commission giocano un ruolo chiave in questo sistema. Lisa Barzaghi, direttrice operativa della Ticino Film Commission e co-presidente della Switzerland Film Commission, ne evidenzia la duplice missione: da un lato attrarre produzioni e generare indotto economico, dall’altro sostenere il tessuto creativo locale. Le produzioni audiovisive attivano infatti una filiera complessa che coinvolge professionisti, strutture ricettive e servizi, contribuendo alla vitalità economica del territorio.

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Location Fantastiche e dove trovarle

Charlot 28.06.2026, 14:35

  • iStock
  • Barbara Camplani

Accanto ai benefici, emergono però anche tensioni. Il cine turismo può generare flussi difficili da gestire, come nel caso di località diventate improvvisamente mete popolari. Cucco sottolinea come il fenomeno sia reale ma complesso da quantificare e spesso caratterizzato da un turismo rapido, poco orientato alla conoscenza culturale del luogo. Nel contesto ticinese, inoltre, grandi produzioni hanno evidenziato criticità immediate: riprese internazionali hanno comportato congestioni del traffico e disagi alla popolazione, riaprendo il dibattito sull’equilibrio tra benefici e impatti locali.

Nel contesto svizzero, il sistema delle Film Commission è ancora in espansione. La Ticino Film Commission, attiva dal 2014, ha già accompagnato centinaia di progetti, contribuendo a rafforzare competenze e reti locali. Tra le produzioni recenti figurano la serie La linea della palma, girata a Lugano, e il film Becaària di Erik Bernasconi, entrambi esempi del crescente dinamismo del territorio. Non senza criticità: proprio set di grandi dimensioni hanno mostrato quanto le riprese possano essere invasive se non accompagnate da una comunicazione efficace verso la cittadinanza.

Resta tuttavia aperta la questione dell’attrattività economica. Se da un lato la Svizzera offre stabilità, professionalità e varietà di paesaggi, dall’altro – come osserva Barzaghi – manca ancora di strumenti finanziari competitivi rispetto ad altri Paesi. Cucco evidenzia inoltre la volatilità del mercato, dove incentivi fiscali e condizioni produttive possono rapidamente spostare i flussi internazionali.  

In questo scenario, la prospettiva più solida sembra essere quella di un investimento a lungo termine nelle competenze locali e nella collaborazione tra istituzioni, formazione e industria. Un processo che, pur senza stravolgere gli equilibri globali, sta contribuendo a ridefinire il ruolo di molte regioni nella geografia dell’audiovisivo contemporaneo.

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