L’Anticristo oggi. Tra lo stupore di molti il tema, che si poteva ritenere un relitto del passato, è tornato alla ribalta. Esso è infatti al centro del pensiero di Peter Thiel - il fondatore di Palantir, uno dei giganti dell’Intelligenza Artificiale, che lavora anche per CIA, ICE, IDF - di recente andato a Roma per una serie di seminari segreti proprio sull’argomento The Biblical Antichrist.
Nato nel 1967, di origini tedesche ma naturalizzato statunitense, Thiel è laureato in filosofia a Stanford, dove ha seguito appassionatamente le lezioni di René Girard (1923-2015), l’antropologo cattolico francese secondo il quale fondamento di ogni cultura è l’elemento religioso, il cui meccanismo principale è il sacrificio, dal capro espiatorio al Cristo, in un legame insopprimibile tra la violenza e il sacro.
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Secondo Thiel, l’Anticristo di oggi non è una figura appartenente all’ambito religioso, ma sta in tutto ciò che ostacola la libertà della scienza e della tecnologia, viste come gli strumenti in grado di realizzare qualcosa di molto simile al regno di Dio in terra. Nel tentativo di scongiurare la temuta apocalisse tecnologica - proliferazione nucleare, Intelligenza Artificiale fuori controllo, collasso climatico, ecc., - la società contemporanea rischia infatti, sempre secondo Thiel, di finire nelle braccia dell’Anticristo, che, non a caso, nella moderna letteratura cristiana - basti ricordare Il racconto dell’Anticristo di Vladimir Soloviov (1900) e Il padrone del mondo, di Robert Benson (1907) - è descritto come un seducente, carismatico Signore, cui l’umanità paurosa conferisce un potere mondiale assoluto, per assicurarsi pace e sicurezza.
Di conseguenza, l’Anticristo viene oggi identificato soprattutto in quelle organizzazioni internazionali che vogliono porre limiti al progresso scientifico-tecnologico, e di cui può esser presa a simbolo (così la pensa Thiel) Greta Thunberg. In parallelo, il katéchon, ossia la forza che può tenere a bada questo Anticristo, sono gli Stati Uniti, o, meglio, negli Stati Uniti - per certi versi anch’essi arruolabili tra gli Anticristi - il presidente Trump, di cui infatti Thiel è sostenitore e grande finanziatore.
Questa rivisitazione in chiave attuale di testi antichi può forse far sorridere, ma si tratta in realtà di cosa assai seria, perché non si ha a che fare solo con una teoria, ma anche con una prassi, dalle conseguenze enormi per intere popolazioni. Non inopportuno, poi, riflettere sul peso che le idee religiose continuano ad avere nella nostra società secolarizzata.
Il termine «anticristo», «anticristi», compare solo nella Prima e Seconda Lettera di Giovanni, per indicare coloro che, all’interno della comunità cristiana, non confessano l’incarnazione del Verbo, ossia la divinità del Cristo. Ridotto al singolare, l’Anticristo fu presto identificato con «l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione», la cui venuta deve precedere quella del Signore alla fine dei tempi, di cui parla la Seconda Lettera ai Tessalonicesi, attribuita dalla tradizione all’apostolo Paolo.
Fu identificato anche con la Bestia dell’Apocalisse, grazie al fatto che questo libro era posto sotto l’autorità di Giovanni, autore delle Lettere che portano il suo nome, e così l’ Anticristo, nei secoli, diventò il simbolo del male in assoluto, figura terribile dell’antagonista di Cristo e protagonista della battaglia finale contro di Lui.
Per la retta comprensione del tema, occorre però tener presente che nella Seconda Tessalonicesi compare anche l’enigmatica figura del katéchon, ossia “ciò - o chi - trattiene” l’avvento del «mistero dell’iniquità». Interpretato nel passato variamente - o con l’arcangelo Michele, o con l’Impero romano, o con altro - ma poi a lungo dimenticato, il katéchon è ricomparso nella riflessione storica di Carl Schmitt (1888-1985), il giurista cattolico tedesco la cui statura filosofica è universalmente riconosciuta, nonostante (e qui non si vuole in nessun modo minimizzare il coinvolgimento) il suo appoggio al nazismo.

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Prima Ora 11.06.2026, 18:00






