Letteratura

Cosa rimane di Infinite Jest?

A trent’anni dalla prima edizione, il capolavoro di David Foster Wallace non ha smesso di parlare ai lettori attraverso i suoi labirintici tentativi di narrare l’inenarrabile

  • 2 ore fa
David Foster Wallace, 2006

David Foster Wallace, 2006

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Di: Alessio von Flüe 

Una videocassetta. Un oggetto che non fa più parte del nostro quotidiano da circa vent’anni, relegato in qualche cantina o soffitta a testimoniare il tempo che passa e la tecnologia che avanza. È questa l’immagine scelta per la copertina della nuova edizione di Infinite Jest proposta da Einaudi, che nel 2000 aveva curato anche la prima edizione in italiano dell’opera.

La ricorrenza è di quelle che contano: i trent’anni tondi dalla prima pubblicazione negli Stati Uniti. Era il primo febbraio del 1996 e David Foster Wallace aveva trentatré anni. Si era già fatto notare negli ambienti accademici, ma fuori dal circolo degli amanti del postmodernismo e dell’alta letteratura era praticamente sconosciuto.

Infinite Jest cambierà tutto, farà di Foster Wallace una sorta di rockstar letteraria. Complice un’ottima campagna di marketing, le vendite supereranno le 44mila copie nel primo anno di pubblicazione. Numeri non stratosferici, ma abbastanza alti da rappresentare un’anomalia editoriale, sapendo che tipo di opera è Infinite Jest.

Il capolavoro di Foster Wallace è un libro sfidante. Le quasi 1.300 pagine (nell’edizione italiana) intimidiscono. Sfogliandole si incontrano presto quelli che hanno tutta l’aria di essere dei muri di parole: paragrafi che si estendono per pagine dando una vertigine claustrofobica. E se questo non bastasse, alla fine ci sono le famigerate cento pagine di “Note ed errata corrige”, scritte dallo stesso autore. Tra le mani si percepisce letteralmente il peso dell’opera: 1,2 chilogrammi di carta.

Diffidate di chi vi dice che Infinite Jest sia un’opera divertente. Certo, la mente è la stessa che ha partorito saggi e reportage esilaranti come quelli contenuti in Una cosa divertente che non farò mai più, ma nel testo l’ironia non è mai protagonista o autosufficiente: è il mezzo per arrivare a una verità spesso dolorosa. C’è tanta sofferenza in Infinite Jest, tanta solitudine e incomunicabilità; tanta dipendenza. E la volontà di sezionare e sviscerare queste emozioni senza edulcorarle, senza banalizzarle. Sulla carta questo si traduce nel disperato tentativo di una completezza irraggiungibile. Infinite Jest è a tutti gli effetti un’opera enciclopedica, ma lo è per un motivo ben preciso: non può essere altrimenti.

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I libri che: "Infinite jest" di David Foster Wallace

Attualità culturale 09.07.2020, 14:35

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Si racconta che Foster Wallace fosse molto restio a qualsiasi taglio consigliato dagli editor, e immergendosi nell’opera se ne capisce il motivo. Per esigenze di trama potevano essere tagliate delle pagine? Quasi certamente sì. Ma chi provasse a leggere Infinite Jest come un puro libro di trama si infliggerebbe una sofferenza inutile. Per evitare fraintendimenti: la trama c’è; la narrazione, pur muovendosi in modo frammentato, va avanti in maniera piuttosto lineare; si capiscono i legami tra i vari personaggi, anche se inizialmente sembrano indipendenti gli uni dagli altri.

Ma la bellezza dell’opera risiede altrove. Infinite Jest è il continuo tentativo di una mente brillante di spiegarsi e raccontarsi e, in questo modo, di capirsi. Di dare un senso alle varie forme di profonda tristezza e solitudine con le quali si è confrontata. È un insieme di avvertimenti sulle trappole nelle quali si rischia di rimanere invischiati nel tentativo di lenire il dolore. Che sia attraverso la droga, il sesso o la ricerca di un intrattenimento talmente perfetto da portare alla morte.

Infinite Jest è un’opera profondamente umana. Un libro che, una volta finito, ti manca come un vecchio amico. Un libro che viene voglia di sfogliare di tanto in tanto, anche solo per rileggerne dei passaggi. Perché se accetti la sfida, se riesci ad affrontare le digressioni infinite e le note a piè di pagina che interrompono la lettura come in balia di una mente frenetica che non riesce a contenere sé stessa, quello che riceverai in premio sono alcune delle pagine più belle che tu possa leggere. E questo rende Infinite Jest un libro che non finirà mai in cantina o in soffitta, a testimoniare il tempo che passa e la tecnologia che avanza, magari accanto a delle vecchie videocassette.

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