Letteratura

I grafomani, maniaci della scrittura

Da Proust a Agatha Christie, Antonio Castronuovo racconta nel suo Dizionario del grafomane tic, manie e rituali di narratori giganteschi e misconosciuti. Fino a dimostrare che c’è qualcosa di psicotico in chi non può fare a meno di scrivere, o di leggere

  • Oggi, 10:00
L'uomo che vide l'infinito, 2015

L'uomo che vide l'infinito, 2015

  • IMAGO / Everett Collection
Di: Roberto Galaverni / Alice 

Il Dizionario del grafomane inizia con una citazione dello scrittore russo Vasilij Romanov: «Che cos’è uno scrittore? Bambini abbandonati, una moglie dimenticata. E vanità, vanità».
Il grafomane è in effetti colui che rinuncia a quasi tutto, o almeno a gran parte della vita, per scrivere. Che sia una passione, una fobia o tutte le cose che stanno nel mezzo. Il grafomane non ne può fare a meno, a prescindere dai risultati.
La frase di Romanov racconta chi trascura i propri doveri familiari, in un eccesso di vanità. Gli scrittori devono in qualche modo essere egocentrici: anche se parlano per interposta persona attraverso dei personaggi, qualcosa che riguarda l’affermazione e la testimonianza dell’Io, dentro i loro scritti, c’è sempre. Il grafomane, in ogni caso e quale ne sia il motivo profondo, è qualcuno che non può evitare di scrivere, come se fosse per lui quasi una funzione psicofisica: respirare, passeggiare, mangiare.

Antonio Castronuovo racconta la stranezza dei grafomani, le loro idiosincrasie, i tic, i rituali attraverso i quali arrivano a scrivere: ognuno ha il proprio, e tutti in un certo senso si assomigliano, perché organizzano le cose della vita in funzione delle ore, dei giorni e degli anni passati a scrivere.
Di fatto, Il Dizionario è una raccolta di aneddoti che riguardano alcuni tra i personaggi più noti della letteratura, da T.S. Eliot a Agatha Christie, ai classici latini, ai grandi dell’Ottocento, fino a Marcel Proust. Ma ci sono anche scrittori sconosciuti, e si attraversano diversi generi, il giallo, il fantasy.

08:50
"Dizionario del grafomane" di Antonio Castronuovo, Sellerio editore Palermo (copertina)

“Dizionario del grafomane”

Alice 02.05.2026, 14:35

  • sellerio.it
  • Laura Piccina

Anche l’autore è decisamente originale, non solo il libro: Antonio Castronuovo è un esperto di storia del libro, di letterature minori, di scienze anomale, astrofisica e patafisica, ovvero la cosiddetta scienza delle soluzioni immaginarie. Aveva già mandato in stampa il Dizionario del bibliomane, e questo saggio nasce sulla falsariga dell’altro, pieno di amore e passione per le curiosità che girano intorno al mondo della letteratura, alla vita degli scrittori. Castronuovo è un lettore e uno scrittore trasversale, interessato alle procedure della scrittura, ma anche agli ambiti conoscitivi, alla società in cui si sviluppano le vite di questi grandi narratori.

Gli aneddoti che racconta sono piccoli spaccati, che però dicono molto a noialtri che spesso conosciamo bene le opere degli scrittori, e male la vita che c’è dietro, di officina e di cantiere. Attraverso voci in genere abbastanza brevi – al massimo 2 o 3 paginette – si illuminano molte cose della scrittura di autori arcinoti; o anche misconosciuti, magari, ma capaci di scrivere romanzi di genere che hanno venduto milioni di copie nel tempo.

Antonio Castronuovo stesso, nella pagina di introduzione al libro, parla di sé stesso come di un lettore inguaribile: ecco, anche il lettore, a sua volta, è un maniaco. Almeno il lettore vero, il lettore appassionato, quello che non può fare a meno di leggere. Per i lettori inguaribili, consultare il Dizionario del grafomane è l’occasione di scoprire le loro, di manie, quelle che hanno consentito agli scrittori di mettere sotto i nostri occhi le loro opere; e quindi rende chiaro che il rapporto tra chi scrive e chi legge è un rapporto tra maniaci. Sono due passioni intimamente correlate: non sono identiche, ma si assomigliano davvero tanto.

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