Il reverendo Robinson Duckworth tagliava l’acqua con i remi mentre il sole di luglio si specchiava nel Tamigi frammentandosi in migliaia di gocce di luce. Charles Dodgson si godeva la calma di quel venerdì pomeriggio, sapendo che era destinata a spegnersi. Nella mente di un bambino la calma è parente stretta della noia; una tra le tre sorelle Liddell avrebbe presto cercato un diversivo. Fu Alice a farlo: «Raccontaci una storia, Charles».
Charles sorrise; quella non era certo la prima volta che intratteneva Lorina, Alice e la piccola Edith — le figlie del suo amico Henry George Liddell — con un racconto. «E va bene piccole, questa è la storia di una bambina di nome Alice, che seguì un coniglio sottoterra».
La storia piacque talmente tanto alla piccola Alice Liddell da farle nascere il desiderio di vederla scritta. Desiderio esaudito da Charles Dodgson, meglio conosciuto con il suo nome di penna Lewis Carroll, due anni più tardi, quando regalò alla bambina ormai dodicenne un manoscritto dal titolo Alice’s Adventures under Ground (Le avventure di Alice sottoterra). Quel manoscritto sarà la base per l’opera più conosciuta dell’autore: Alice nel Paese delle Meraviglie.

L'importanza del mattone: "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie"
RSI New Articles 15.10.2021, 09:40
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Tra realtà e finzione
Questa è la storia che spesso si racconta sulla genealogia del capolavoro di Carroll, sulla quale però i dubbi, a oltre centocinquant’anni di distanza, restano molti. L’autore ha sempre affermato che l’Alice della sua opera fosse interamente immaginaria, non basata su nessuna bambina reale. Le illustrazioni originali confermerebbero questa posizione, data la scarsa somiglianza tra la protagonista del libro e Alice Liddell.
Eppure, ci sono degli indizi precisi che la collegano alla protagonista di Carroll. I fatti narrati nelle opere (Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio) sono ambientati il 4 maggio (giorno del compleanno della Liddell) e il 4 novembre (giorno del suo “mezzo compleanno”). Inoltre, nell’ultimo capitolo di Attraverso lo specchio, figura questo poema:
A boat beneath a sunny sky,
Lingering onward dreamily
In an evening of July--
Children three that nestle near,
Eager eye and willing ear,
Pleased a simple tale to hear--
Long has paled that sunny sky:
Echoes fade and memories die.
Autumn frosts have slain July.
Still she haunts me, phantomwise,
Alice moving under skies
Never seen by waking eyes.
Children yet, the tale to hear,
Eager eye and willing ear,
Lovingly shall nestle near.
In a Wonderland they lie,
Dreaming as the days go by,
Dreaming as the summers die:
Ever drifting down the stream--
Lingering in the golden gleam--
Life, what is it but a dream?
Lewis Carrol, “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”
Un acrostico, le cui prime lettere di ogni verso formano il nome «Alice Pleasance Liddell». Questi elementi lascerebbero presumere che, se non proprio ispirate, le opere fossero almeno dedicate alla Liddell. Ma allora perché negare questo rapporto?
Il mistero della rottura
La realtà è che il rapporto tra Carroll e Alice Liddell è da tempo oggetto di controversie, anche tra i biografi ufficiali. È risaputo che Dodgson incontra per la prima volta la famiglia Liddell nel 1855, ma i rapporti furono bruscamente interrotti nel 1863. I Liddell non parlarono mai apertamente dei motivi della rottura.
Ad alimentare il mistero è il fatto che l’unica pagina del diario di Dodgson di quel periodo, quello dal 27 al 29 giugno del 1863, è andata persa. Alcuni biografi, tra i quali Morton N. Cohen, hanno ipotizzato che Dodgson volesse sposare Alice, ma che per la famiglia non fosse un candidato all’altezza. Altri studiosi hanno promosso la tesi che lo scrittore stesse usando i bambini per corteggiare la governante o la loro madre. Nessuna di queste ipotesi ha creato l’unanimità.
Quello che è certo è che Alice Liddell e Charles Dodgson smisero di vedersi per anni. Nel 1885 lui le scriverà, cercando invano di ottenere da lei il manoscritto originale di Le avventure di Alice sottoterra. Alice Liddell non fu presente al funerale di Carroll, morto il 14 gennaio del 1898.
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Gli ultimi anni
Alice Liddell visse in seguito una vita complicata, segnata dalla perdita di due dei suoi tre figli durante la Prima Guerra Mondiale. A causa di difficoltà economiche, nel 1928 fu costretta a vendere il manoscritto di Carroll e nel 1932 le fu conferita la laurea honoris causa in lettere all’Università Columbia di New York. Morì nel 1934, all’età di 82 anni.
Nonostante le controversie, però, il suo nome sarà sempre legato a quel pomeriggio del 4 luglio 1862. Un giorno come un altro in cui, con il candore che solo una bambina di dieci anni può avere, ha chiesto: «Raccontaci una storia, Charles».






