Letteratura

La prima edizione dell’Ulisse di Joyce? Era piena di errori

Fu la coraggiosa editrice Sylvia Beach, della libreria parigina Shakespeare & Company, a pubblicare per prima il capolavoro dello scrittore irlandese. Ma la lingua difficile e la scarsa dimestichezza con l’inglese degli stampatori francesi resero il risultato non proprio perfetto...

  • 2 ore fa
James Joyce, 1920 circa

James Joyce, 1920 circa

  • IMAGO / CPA Media
Di: Andrea Kerbaker / Alphaville / MrS 

Capolavoro di James Joyce, a sua volta leggenda vivente del Novecento, scrittore che ha modificato la struttura e la storia del romanzo, giramondo. 
Nato a Dublino, come tanti irlandesi ha il genio della scrittura. Però si allontana presto dalla sua città che ama moltissimo: va, tra le altre città, a Trieste, dove conosce molto bene Italo Svevo e lo incoraggia a continuare la sua opera. Sarà anche in seguito a quell’incontro, che Svevo scriverà La coscienza di Zeno

L’Ulisse è un libro estremamente complesso, che si gioca su una giornata: il 16 giugno del 1904. Giornata che il protagonista, Leopold Bloom, trascorre a Dublino. I capitoli ricalcano l’Odissea, e quindi il mito della modernità per eccellenza. Per ognuno – ma a volte addirittura per ogni frase – Joyce si sforza di inventare un nuovo linguaggio: un culmine di sperimentazione che arriva al celeberrimo monologo di Molly Bloom, in cui sperimenta quello che si chiama flusso di coscienza: i pensieri si accavallano in maniera disordinata, gli anacoluti rendono la lettura difficile… ma si tratta del modello più imitato in assoluto, nella letteratura sperimentale di tutti i tempi. 

L'elenco delle prime edizioni dell'Ulisse di James Joyce, 1924

L'elenco delle prime edizioni dell'Ulisse di James Joyce, 1924

  • IMAGO / KHARBINE-TAPABOR

La storia editoriale dell’Ulisse

Joyce vuole che questo libro ponderoso – supera le 700 pagine – venga stampato il due febbraio 1922, o 2/2/22: il giorno del suo quarantesimo compleanno. In quel momento si trova a Parigi, e ha trovato una editrice coraggiosa che è disposta a pubblicarlo: l’editrice è la signora Sylvia Beach, proprietaria della libreria Shakespeare and Company. Coraggiosa, perché si offre di stampare un libro che è già stato pubblicato a puntate su alcune riviste, è stato accusato di oscenità, è andato incontro a censure – e nessuno lo ha visto completo. In più c’è il vincolo temprale posto da Joyce, che lo vuole pronto per il giorno del suo compleanno. E ancora, la stampa avviene in Francia: da quelle parti, com’è noto, non amano parlare l’inglese neppure oggi. Figuriamoci cent’anni fa, con tipografi che non avevano studiato moltissimo, e certamente non con un libro così complicato come l’Ulisse. 

La stampa, in ogni caso, avviene, ma a Digione (con una macchina oggi conservata dalle parti di Torino, a seguito dell’acquisto da parte di uno stampatore italiano molto raffinato, Tallone). Vengono stampate 1000 copie, divise – come usava a quell’epoca in Francia – in quattro gruppi. Le prime 100 copie, la cosiddetta tiratura di testa, sono firmate da Joyce; 150 sono stampate su una carta fatta a mano, dal formato grande; 750 sono invece le copie dell’edizione, se così possiamo dire, normale. Naturalmente, oggi queste copie sono introvabili. Anche il colore della copertina è stato scelto dallo stesso Joyce: un blu che s’intona al mare, per ricordare Ulisse e l’Odissea. 

08:36
James Joyce

James Joyce: “l’Ulisse” (3./10)

Alphaville: le serie 11.03.2026, 12:35

  • Keystone
  • Andrea Kerbaker ed Enrico Bianda

Refusi e censure

Come prevedibile, è anche un libro pieno di errori. La stampa in Francia, unita all’incomprensibilità di Joyce, fa sì che nessuno dei tipografi sia in grado di capire dove si ferma la lingua sperimentale e dove cominciano i banali errori di ortografia. 
Il libro più famoso del Novecento era, insomma, gremito di errori, finché Joyce non ha messo mano alla versione tascabile, dove ha messo a posto tutte le imperfezioni. Questa è l’edizione che leggiamo oggi. 

Libro, tra l’altro, destinato a essere censurato ancora a lungo: in particolare l’episodio di Nausicaa – che oggi a noi fa sorridere, ma all’epoca sembrava particolarmente audace – gli crea dei problemi negli Stati Uniti, dove il libro non può circolare per molti anni. L’Ulisse, anche per questi motivi, viene tradotto inizialmente solo in francese: in Italia vedrà la luce soltanto nel 1960, 38 anni dopo la prima edizione. Nel frattempo, gli italiani colti leggono magari la versione francese, ma difficilmente quella inglese, con una lingua tanto raffinata e complicata.

D’altronde, ci si poteva aspettare qualcosa di diverso, dall’autore che ha fatto della ricerca e della sperimentazione la pietra angolare della sua opera? Non può che esserci un’edizione straordinaria, per un libro tanto unico. 

Correlati

Ti potrebbe interessare