Letteratura

Pier Vittorio Tondelli: dalla rabbia alla grazia

A settant’anni dalla nascita, il cuore inquieto di Tondelli continua a parlarci. Tra inquietudine, sogni generazionali e immaginari pop, la sua scrittura non smette di raccontarci chi siamo

  • 14.09.2025, 08:30
  • 28 maggio, 16:37
Pier-Vittorio-Tondelli
  • Centro di documentazione Pier Vittorio Tondelli
Di: Mattia Cavadini (Mat) 

Ci sono scrittori che lasciano un segno. E poi c’è Pier Vittorio Tondelli, che ha lasciato una ferita aperta: una voce che ancora oggi vibra sotto pelle. Non è stato solo un autore: è stato un gesto, un’epoca, un modo di stare al mondo. Ha scritto con il corpo, con la musica, con la rabbia e con la tenerezza. Ha scritto come si ama: senza protezioni. A ventiquattro anni, con Altri libertini, ha fatto irruzione nella letteratura italiana come un urlo liberatorio, un atto d’amore e di rabbia, un manifesto per tutti quelli che si sentivano ai margini. Non era solo un libro: era un’esplosione. Un modo nuovo di dire “io ci sono”.

Pubblicato da Feltrinelli nel 1980, Altri libertini fu una rivelazione. Un’esplosione di vitalità, linguaggio, verità. L’Espresso lo lanciò con un’intervista di Giovanni Giudici, e persino Massimo D’Alema, allora segretario della FGCI, intervenne sul caso. Tondelli, travolto dal clamore, reagì con una sincerità disarmante: «Fare lo scrittore vuol dire soprattutto parlare di fatti, non teorizzare. E farsi il culo a scrivere e riscrivere». Dietro la sua voce incendiaria c’era un artigiano: Fulvio Panzeri ricordava che di molti testi esistono sette, otto versioni; Aldo Tagliaferri ricevette un dattiloscritto caotico e lo rimise in discussione, spingendolo a un lavoro di cesello che pochi immaginavano. Tondelli non improvvisava: costruiva.

Interviste d'archivio (RSI)

  • Pier Vittorio Tondelli a Mattino d’Autore

    RSI Cultura 16.09.1989, 10:00

    • Luciano Marconi (Mattino d'autore)
  • Frangitempo con Pier Vittorio Tondelli

    RSI Cultura 16.09.1986, 10:00

    • Mauro Bersani (Frangitempo)
  • Lector in Fabula: Pier Vittorio Tondelli

    RSI Cultura 11.04.1987, 10:00

    • Luciano Marconi (Lector in fabula)

Eppure la sua scrittura non era mai solo tecnica. Era carne e musica, desiderio e malinconia. In Pao Pao, Rimini, Camere separate, racconta giovinezza, amore, provincia, morte, ricerca di senso. In Camere separate, forse il suo romanzo più struggente, l’amore omosessuale diventa elegia e resistenza. La sua voce è quella di chi ha vissuto troppo intensamente per fingere leggerezza. E poi c’era il Tondelli giornalista, quello di Un weekend postmoderno: un archivio personale trasformato in diario pubblico, capace di fondere racconto e reportage come Pasolini, Parise, Arbasino. «Cerco di riprodurre il qui e ora», diceva. «Sono il narratore che mette in scena la superficie; consapevole che questa superficie è la nostra crosta, ma anche sostanza.»

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"Tondelli: scrittore totale. l racconto degli anni Ottanta fra impegno, camp e controcultura gay" di Sciltian Gastaldi, Edizioni Pendragon (dettaglio di copertina)

Pier Vittorio Tondelli, scrittore totale

Diderot 16.12.2021, 17:10

  • pendragon.it

Ma Tondelli non era solo romanzi. Era anche Un weekend postmoderno, il suo archivio personale, il suo diario pubblico. Era il Tondelli giornalista, capace di fondere il racconto e il reportage, come Pasolini, Parise, Arbasino. «Cerco di riprodurre nelle pagine e nel ritmo dei miei romanzi quegli elementi con cui vengo a contatto ogni giorno, di raccontare quello che nello Zen viene chiamato il “qui e ora”. Sono il narratore che mette in scena la superficie; consapevole che questa superficie è la nostra crosta, ma anche sostanza.»

Accanto allo scrittore, c’era il Tondelli maestro. Under 25 non è solo un’antologia: è un gesto politico, un atto di cura. Non cercava “nuovi talenti”: apriva spazi, costruiva comunità, ricordava che la letteratura è un atto collettivo. «Il lettore, come lo scrittore, è un solitario», scriveva, «ma ha bisogno degli altri per comunicare quanto ha letto e quanto ha scritto.»

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Gli anni Ottanta di Pier Vittorio Tondelli

Diderot 16.12.2021, 17:40

  • iStock

La sua ricerca era anche estetica: mescolava linguaggi, esponeva il proprio corpo, si faceva personaggio. Ma dietro l’icona c’erano mestiere, fatica, precisione. Pier Vittorio Tondelli è morto per AIDS nel 1991, a soli 36 anni. Eppure la sua eredità continua a vibrare. Come scrive Giulio Milani nel recente Codice Tondelli, è un’eredità “scandalosa” perché non si lascia incasellare: ruvida, carnale, impaziente, ma lucidissima nel raccontare l’irrequietezza di una gioventù in transizione. Giorgio Fontana, su Internazionale, ricorda come abbia cantato con pudore autentico la giovinezza, il desiderio, la confusione, scolpendo i suoi personaggi con un’esattezza lessicale che non è formalismo, ma necessità di toccare il centro emotivo delle cose.

Tondelli non è un autore da commemorare. È un autore da vivere. Da rileggere con il cuore aperto, con la voglia di essere veri. Perché non ha chiesto il permesso, non ha cercato approvazione: ha aperto la porta e ha detto tutto. Ha dato voce a chi non ne aveva, ha raccontato la provincia come luogo di resistenza, ha fatto della letteratura un atto d’amore. Ha insegnato a parlare di sé senza vergogna, a cercare la meraviglia nella superficie, a non fingere mai.

Dossier: Pier Vittorio Tondelli

A settant’anni dalla nascita dello scrittore che ha dato voce all’inquietudine, all’amore e alla libertà di una generazione

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  • Bruno Pischedda (1./5)

    Alphaville: i dossier 15.09.2025, 11:30

    • Francesca Rodesino
  • Claudio Piersanti (2./5)

    Alphaville: i dossier 16.09.2025, 11:30

    • Francesca Rodesino
  • Giulio Milani (3./5)

    Alphaville: i dossier 17.09.2025, 11:30

    • Francesca Rodesino
  • Bruno Casini (4./5)

    Alphaville: i dossier 18.09.2025, 11:30

    • Francesca Rodesino
  • Dalila Colucci (5./5)

    Alphaville: i dossier 19.09.2025, 11:30

    • Mario Fabio

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