Anniversari

Zanna Bianca sul divano: la natura selvaggia è bella, ma da lontano

120 anni dopo la prima pubblicazione, il capolavoro di Jack London ci ricorda che si può amare la natura selvaggia senza doverci vivere

  • Oggi, 08:00
Jack London nel 1914
  • IMAGO / United Archives International
Di: Alessio von Flüe 

Quando è uscito Into the wild di Sean Penn avevo vent’anni, e un amico per cui quel film è diventato una fissazione. Lo guardava a ripetizione, citava interi passaggi. «È questo che dovremmo fare anche noi», diceva. Intendeva un viaggio nella natura selvaggia, non un film. Provare a farlo ragionare, ricordargli che il finale non era dei più felici, era come parlare con il vento dell’Alaska. Diceva che dovevo uscire dalla mia comfort zone. Perché farlo? È per definizione confortevole. E la natura selvaggia in ogni caso è terribile.

Ne sono convinto da quando ho letto per la prima volta Zanna Bianca. Rimango sulla mia posizione dopo averlo riletto, centoventi anni dopo la prima pubblicazione. Mi manca lo spirito avventuriero. Jack London, lui sì che ce l’aveva.

09:41
immagine

Jack London: un genio indomito tra avventura e socialismo

Kappa e Spalla 14.01.2026, 17:35

  • Imago Images
  • Sandra Sain

A diciassette anni viaggia per mare a caccia di foche nell’Artico. Di nuovo a terra, vive di espedienti, da vagabondo, saltando dai treni in corsa. Una pratica che gli vale un arresto. E poi via, di nuovo in viaggio, questa volta verso il Klondike a cercare l’oro. Intanto scrive, scrive sempre. Torna senza pepite, con lo scorbuto. E un’enorme quantità di storie.

Zanna Bianca nasce proprio dalle esperienze nello Yukon e nel Klondike. È lì che lo scrittore sviluppa la sua visione. La natura selvaggia come metafora della vita. Un luogo dove in ogni momento ti giochi tutto. Dove o mangi o vieni mangiato.

Il cucciolo di lupo protagonista dell’opera lo scopre subito, fin dalle sue prime uscite dalla tana per immergersi nella natura selvaggia del Grande Nord. Il pilastro del romanzo è il paesaggio, quella forza primordiale in cui non esiste etica né morale. Nel Wild la vita è feroce. La vita è movimento. Chi si ferma, muore.

25:15
Jack London, 1915

Un secolo e mezzo di Jack London

Alphaville 16.01.2026, 12:05

  • Imago Images
  • Mattia Pelli

In questo Zanna Bianca è speculare a Il richiamo della foresta, l’opera che lo aveva consacrato. Se in quest’ultimo il protagonista, Buck, era un cane domestico che riscopriva i suoi istinti selvaggi, in Zanna Bianca il percorso è inverso. L’ibrido lupo-cane passa attraverso esperienze violente per trovare la strada verso la civilizzazione.

Dalla madre Kiche impara le leggi spietate del Wild; attraverso i nativi americani ha il primo contatto con l’uomo; il crudele Beauty Smith cerca di trasformarlo in una macchina da combattimento con la tortura; Weedon Scott gli dà infine la redenzione con la gentilezza. Una parabola archetipica: la violenza genera violenza, ma l’affetto può guarire le ferite.

Rileggendo l’opera stupisce la precisione. London non umanizza l’animale, riesce a trasmettere il suo sguardo con distacco quasi scientifico. Eppure, grazie a una prosa muscolare ed essenziale, tocca temi universali come il rapporto tra natura e cultura, il desiderio di dominio dell’uomo, la tensione tra istinto e virtù, violenza e redenzione. Temi che riecheggiano intatti. London ha reinventato la narrativa d’avventura nobilitandola, dandole uno spessore psicologico inedito. Senza sentimentalismi né retorica.

04:29
immagine

Zanna Bianca (3./5)

Blu come un'arancia 27.04.2011, 04:00

La natura selvaggia non è un paradiso perduto da ritrovare. Resta un luogo aspro e crudele, dove la fame e la legge del più forte colpiscono anche i cuccioli. La civiltà, d’altra parte, non è migliore. Può produrre mostri come Beauty Smith, che tortura per divertimento. In tutto questo, forse il gesto più radicale è la gentilezza, che ovunque si trovi può cambiare le cose.

Se siete come me, questo non basterà a farvi mollare tutto e partire. Preferirete sempre il comfort del vostro divano. Ma anche se la natura selvaggia resta terribile, leggerla da lontano rimane un’esperienza straordinaria. E non rischi lo scorbuto.

Correlati

Ti potrebbe interessare