Sanremo 2026

Al Festival un vincitore c’è già: la melodia

Conti: «Io normalizzatore? Guardate l’anno scorso». Pausini sugli hater in rete: «Migliaia mi apprezzano». Ha ancora senso la categoria dei Big?

  • Oggi, 11:00
  • Un'ora fa
Ariston Sanremo
  • Herbert Cioffi
Di: Herbert Cioffi 

Sanremo 76, l’ultimo di Carlo Conti, è un festival melodico: sul palco, dalle prove viste, Ditonellapiaga capolavoro e splendidi melodici - per esempio Fulminacci - con ritornelli meravigliosi. Questa volta, canteremo tanti ritornelli. Rischia di esserci anche una percentuale di canzoni belle superiore agli anni passati.

Alla domanda se più che un rivoluzionario è un normalizzatore, Carlo Conti ha risposto che «sì, va bene, allora se sono così, spiegatemi perché nel 2025 Olly ha vinto e Lucio Corsi ha conquistato il mondo». È vero, è stato l’anno di Lucio Corsi. Questo però non è un merito di Conti; è un merito delle canzoni degli artisti che hanno partecipato.
Conti non è che abbia rinnovato l’impianto festivaliero creando delle grandi novità. L’unica cosa che gli riconosco, ma anche questa è dovuta a un effetto mirroring, direbbero quelli bravi, è l’aver inserito nei Big degli artisti che arrivano da passaggi collaterali, cioè coloro che sono diventati virali. Uno su tutti è Eddie Brock, che è il massimo di questa espressione. Parliamo di uno che faceva il rider (consegne a domicilio) con la passione del canto, e infatti sul palco non rende benissimo, però è espressione del tempo contemporaneo, dove una possibilità è data a tutti. Ciò per cui io continuo a dire, e lo dirò fino allo sfinimento, che è venuto il momento di togliere la categoria dei Big. Perché se Raf si trova di fianco Eddie Brock - che magari ha anche una canzone migliore di Raf - si può chiedere “come è possibile?”.

Ad oggi polemiche non ce ne sono, salvo che alla fine il televoto decreta il vincitore. Perché è vero che questa sera la sala stampa voterà le quattro nuove proposte e le 30 canzoni, ma alla fine hanno un peso diverso. È vero che i voti si sommano tranne la serata delle cover, ma alla fine il televoto ha la meglio. Dimostrazione dati alla mano, anche perché non vengono mai pubblicati i vari pesi di queste votazioni. Questo è un tassello importante.

L’altra polemica riguarda Laura Pausini. Una collega ha sollevato una domanda importante, vera, sulla quale non possiamo sorvolare. Laura Pausini ha una grossa fronda di gente che sui social non la apprezza. È giusto questo? No, non è giusto quando i toni sono volgari, sbagliati e arbitrariamente cattivi. L’espressione del gradimento social è un tasto molto dolente dell’epoca contemporanea. La collega le ha chiesto come pensa di affrontare questa cosa, lei ha deviato il discorso, dicendo una cosa giusta: «Per 400 persone che non mi apprezzano, ce ne sono migliaia che mi apprezzano». Che è un atteggiamento corretto, ma attenzione: perché il Festival vince sempre. Nel senso che la manifestazione può anche andare male, ma va sempre bene. La famosa frase di Chiambretti, «Comunque vada, sarà un successo» è reale, perché il Festival viene commentato, macerato, discusso e già questa è una vittoria sociale incredibile. Come commenterà il pubblico la sua co-conduzione? Su questo qualche dubbio ce l’ho.

Aggiungiamo un’altra cosa di Conti che è stata carina, e dobbiamo tributargliela: è riuscito a portare gli artisti del Festival di Sanremo davanti al Presidente della Repubblica italiana, al Quirinale. È un gesto simbolico importante. Perché? Perché lo stesso Mattarella ha dichiarato quanto sia importante quello che viene chiamato “intrattenimento”, che ha la funzione sociale che abbiamo appena detto: il commento, il cantare un ritornello, possono distrarre dalla quotidianità anche in maniera nobile.

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Vigilia di Festival di Sanremo

Prima Ora 23.02.2026, 18:00

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