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Feminae: il femminile di Tosca tra identità e libertà

Nel nuovo album collaborazioni di alto profilo, da Carmen Consoli a Ornella Vanoni, e un’idea di creatività che sfugge alle logiche del mainstream

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Il mondo al femminile di Tosca

Musicalbox 23.06.2026, 16:00

  • Imago / Italy Photo Press
  • Claudio Farinone
Di: Musicalbox/RigA 

Feminae, il nuovo album di Tosca, mette al centro l’universo femminile come spazio di creazione, identità e libertà. Sempre nello stile, raffinatissimo, della cantante romana, che ha raccontato qualche cosa di più del disco a Rete Due, ospite di Claudio Farinone.

In Feminae Tosca duetta con grandi interpreti: Carmen Consoli, Ornella Vanoni, Maria Bethânia, Sílvia Pérez Cruz, Stacey Kent, Mama Marjas e Cristina Branco. A impreziosire il nuovo capitolo discografico, anche i contributi di Rita Marcotulli e Paolo Fresu, «le due persone del jazz che io amo di più».

Collaborazioni nate strada facendo, perché l’album ha preso forma durante la sua lavorazione. «Io mi faccio molto guidare dalla vita, dalle onde emozionali», spiega Tosca, e quindi la scelta di determinate artiste «è avvenuta non a tavolino, ma sempre legata a qualcosa che mi ha portato lì». Nell’incontro artistico con Maria Bethânia c’è lo zampino della manager; Ornella Vanoni le ha affidato una delle sue “orfanelle”, canzoni che riteneva non avessero avuto il meritato successo.

Il disco è stato prodotto e arrangiato da Joe Barbieri, figura chiave per Tosca, che lo definisce erede di Sergio Bardotti e suo corrispettivo al maschile. Con lui condivide una visione artistica al di fuori delle regole - spesso restrittive - del mainstream, orientata a privilegiare ciò che piace rispetto a ciò che fa numeri. «Un lusso che ci si concede in una società che va verso il pragmatismo», riconosce, citando quelle volte in cui uno dei due è un po’ giù e l’altro gli fa forza, magari con uno schietto “Che te ne frega?”.

La scelta del titolo non è stata immediata: all’inizio aveva pensato a “Sorores” (“sorelle” in latino), ma non era convinta. È stato Renzo Arbore («il mio mentore») a indirizzarla verso Feminae, anche se lì per lì Tosca era perplessa: associava la parola “femmina” a un’idea di seduzione, declinata come appetibilità sessuale. Ha voluto superare questo primo livello di lettura per “riabilitare” la parola, descrivendo un femminile che è «dare la vita, accogliere, ascoltare, comprendere, fare squadra e proteggere».

Il prossimo autunno partirà il tour nei teatri di Feminae: sul palco le canzoni avranno un vestito diverso, anticipa Tosca, più vicino alla performance teatrale. «Io non amo mai fare uno spettacolo-copia del disco», chiarisce il suo punto di vista.
Date svizzere non ne sono previste: le più vicine alla Svizzera italiana sono quelle al Piccolo di Milano (30 novembre 2026) e al Galleria di Legnano (19 febbraio 2027).

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