Intervista esclusiva

Maria Bethânia: «In Brasile le donne sono sempre state avanti»

Premiata agli ultimi Grammy, da sempre l’illustre cantautrice si impegna per dare voce alle artiste femminili nella musica popolare del suo paese

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Intervista esclusiva a Maria Bethânia su Rete Due

Musicalbox 09.02.2026, 16:35

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  • Christian Gilardi
Di: Musicalbox/RigA 

All’ultima edizione dei Grammy, Maria Bethânia è stata la prima artista donna brasiliana ad aggiudicarsi la prestigiosa statuetta per un album interamente prodotto e realizzato in Brasile. Il riconoscimento le è stato assegnato, assieme al fratello Caetano Veloso, per il disco Caetano e Bethânia Ao Vivo, e assume un forte valore simbolico alla luce del suo impegno nella promozione delle voci femminili nella musica popolare del suo paese.
Nell’intervista esclusiva realizzata per Rete Due da Christian Gilardi, la cantautrice offre il suo punto di vista sul canto come atto politico e poetico, sul corpo della donna nello spazio sonoro e sulla parola come resistenza e cura.

Nella musica popolare brasiliana «le donne sono sempre state molto avanti», è il giudizio di Maria Bethânia. Cita Chiquinha Gonzaga, Dona Ivone Lara, Rosina De Valença, ed esprime la sua allegria nel sentirsi parte di questa realtà: «È un onore per me, perché il Brasile è un paese pieno di cantanti straordinarie, meravigliose, uniche».

Dice di cantare il Brasile di dentro, «l’interno del paese, l’anima del brasiliano, la sua intelligenza sonora e musicale, le sue scelte». Non si lega a esperienze specifiche ma, piuttosto, attinge alla ricchezza sonora del paese: «È incredibile come in un solo paese esistano migliaia di ritmi e riferimenti musicali diversi e bellissimi», afferma, sottolineando il privilegio artistico che deriva da questa varietà.

Il percorso della figura femminile nella musica brasiliana, per Maria Bethânia, è segnato da due momenti fondamentali: la bossa nova e il tropicalismo, passaggi che hanno espresso interpreti straordinarie, quali Nara Leão e Gal Costa. «Io mi sono collocata un po’ ai margini, facendo un lavoro più legato al teatro», spiega. «Ma la più grande cantante del Brasile, per me, rimane Nana Caymmi».

Quando canta, non pensa a trasmettere un messaggio rivolto solo alle donne o agli uomini: «Io canto. Chi vuole assorbe. Chi ha la sensibilità, chi si riconosce in ciò che canto e in ciò che dico, è il benvenuto. Tutti quanti sono benvenuti».

Dal suo punto di vista, la scena brasiliana è molto cambiata, si è divisa in dipartimenti. Accanto agli interpreti della musica popolare, c’è chi canta funk, chi sertanejo, chi boiadeiro, chi ancora la musica che si fa al nord, a Belem. Lei rimane legata alla tradizione: «Mi piacciono i compositori della mia generazione e anche quelli nuovi che emergono in questa stessa onda. È la mia “spiaggia” preferita».
Ciò che rimane immutato è la tradizione delle voci femminili brasiliane: un patrimonio immenso che fa del paese sudamericano un’inesauribile miniera.

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