Sion si prepara ad accogliere un nuovo faro culturale: Noda BCVS, una sala da concerti e spazio polifunzionale inaugurato pochi giorni fa. Alla sua guida, in qualità di direttrice artistica, troviamo Giada Marsadri, musicologa e giornalista, nota anche per la sua esperienza al Festival di Locarno e come coordinatrice artistica di Lugano Musica al LAC. La sala, con una capienza di circa seicento posti, è il frutto di un intenso lavoro. «Siamo prontissimi», afferma Marsadri, pur riconoscendo che la creazione del centro è stata «una vera e propria corsa contro il tempo» a causa delle difficoltà che ci sono sui cantieri.
Noda si inserisce in una «visione più ampia della città della politica cittadina, che è una visione sul lungo termine». Sorge nel nuovo quartiere Cour de Gare, un’area che ora si trasforma in un polo cittadino vibrante. Marsadri paragona l’impatto di Noda a quello del LAC di Lugano, sottolineando come Sion attendesse una struttura simile da oltre trent’anni. L’obiettivo è colmare una lacuna, fornendo un’infrastruttura adeguata per concerti di altissimo livello, in particolare per la musica sinfonica, che mancava nella regione. «Quello che manca qui è proprio una stagione orchestrale», spiega la direttrice.
La programmazione della prima stagione, intitolata Ouverture, si concentra sulla musica non amplificata e sull’orchestra. Il concerto inaugurale vede protagonista la Suisse Romande sotto la direzione di Lorenzo Viotti, con la violinista Janine Jansen. Tra gli eventi di punta, a settembre, la Mahler Chamber Orchestra con Gianandrea Noseda e il pianista Francesco Piemontesi. La stagione si chiuderà con la Filarmonica della Scala, diretta da Philippe Jourdain, in un programma dedicato all’italianità.
Un pilastro fondamentale di Noda è la mediazione culturale, con l’obiettivo di essere un «centro aperto, culturale e non soltanto un centro di eccellenza». Giada Marsadri sottolinea l’importanza di «aprire a tutto il pubblico» e «riunire le persone e parlare di quello che ci rende più umani». Tra le iniziative, il coro Fort et Faux, pensato per chi crede di essere stonato, e i Laboratori, incontri con studiosi e scienziati sul rapporto tra musica ed emozioni. Ci saranno anche Confidences d’artistes, per esplorare il dietro le quinte della vita degli artisti, e altri eventi dedicati ai più giovani.
Noda si presenta dunque come un progetto ambizioso e inclusivo, destinato a ridefinire il panorama culturale di Sion e del Vallese. «Spero di vedervi a Sion», conclude Giada Marsadri, invitando il pubblico a scoprire questa nuova casa della musica.