Note d’autore

Quelle canzoni che ci scuotono

La musica può usare fatti di cronaca per lanciare messaggi che hanno portata collettiva

  • Ieri, 10:03
U2
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Di: RigA 

Gli eventi drammatici non sono sfuggiti alla sensibilità dei cantautori, che nelle loro canzoni le hanno ricostruite seguendo una loro strada narrativa, ora poetica, ora di schietta protesta, evitando facili pietismi e interrogando noi che ascoltiamo. Ecco tre esempi di pezzi che hanno dato un senso collettivo ad avvenimenti di cronaca.

Ohio - Crosby, Stills, Nash & Young (1971)

Il 4 maggio 1970 la Guardia Nazionale dell’Ohio uccise quattro studenti durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam alla Kent State University. Il brano fu scritto quasi di getto da Neil Young dopo aver visto le foto della strage su una rivista.

Rispetto ad altre canzoni politiche, Ohio non usa il fioretto della metafora, ma, al contrario, è un atto di accusa che chiama in causa i responsabili facendo esplicitamente il nome dell’allora presidente USA, Richard Nixon.

Un brano immediato, che con il suo incedere nervoso e il suo ritornello corale vuole impedire che il trauma venga normalizzato o, peggio ancora, rimosso. La canzone è un esempio di rock che si fa testimonianza, documento di una frattura fra cittadini e istituzioni che la tragedia mise in chiara evidenza.

Sunday Bloody Sunday - U2 (1983)

Il 30 gennaio 1972, nella città nordirlandese di Derry, l’esercito britannico aprì il fuoco su una manifestazione pacifica, uccidendo tredici civili. La canzone non ripercorre i fatti in modo pedissequo, ma li usa per opporre un netto rifiuto a ogni giustificazione ideologica della violenza, in grado solo di generare altra violenza.

Il ritmo marziale della batteria, che dà avvio al pezzo, evoca immagini di guerra ma è un senso di sfinimento a emergere dal testo di Bono, che prende le distanze dalla lotta armata dei nazionalisti dell’IRA così come dalla repressione operata dallo stato britannico.

La stanchezza evocata nel brano è quella dei civili immersi in questa situazione di conflitto all’apparenza interminabile, che finiscono sempre per essere le vittime. Una posizione non facile da assumere, una presa di coscienza per impedire che la tragedia, il suo ricordo, venga strumentalizzata. Una vibrante richiesta di rompere il ciclo dell’odio che fa di Sunday Bloody Sunday una delle canzoni di protesta più potenti del rock contemporaneo.

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Facciamo una band? 14.05.2025, 06:10

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  • Daniele Oldani

Alfredo - Baustelle (2008)

Il brano richiama la morte di Alfredo Rampi, il bambino caduto nel pozzo di Vermicino nel 1981. Il tentativo di salvarlo fu seguito dagli italiani in diretta tivù, 18 ore che segnarono l’atto fondativo della televisione del dolore.

Francesco Bianconi assume una prospettiva analitica che tiene il pezzo lontano dai toni giudicanti e melodrammatici. Su una melodia dolce, la sua voce pacata assume il punto di vista di Alfredino, ne immagina i pensieri alternandoli, nel ritornello, a frammenti dell’Italia di quel periodo, in cui convivono la Democrazia Cristiana e la loggia P2, il Papa e Platini. L’effetto è poetico e raggelante allo stesso tempo.

La morte diventa evento mediatico, e in quella tragedia c’è un’innocenza sacrificata davanti agli occhi di un paese che perde la sua di innocenza, quella dello sguardo. L’istante che si trasforma in punto di non ritorno, un momento di cesura che Alfredo preserva dall’oblio.

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