Il Gospel Train è un treno spirituale, fatto di voci e di fede. Un convoglio che corre sui binari d’America per attraversare la storia, la musica e l’immaginario del Novecento. È la metafora di un viaggio che prima o poi tutti i comuni mortali devono affrontare. La destinazione, però, non si può decidere. A determinarla sono le condotte e i comportamenti in vita.
Il treno del Gospel - cioè del Vangelo - è il veicolo della salvezza dell’anima. Ma, come sottolinea lo scrittore e studioso Renato Giovannoli a Grand Bazaar, ci sono altre linee: quella che porta all’inferno e quella percorsa dal black train, che prevede l’ultimo viaggio su questa Terra, di sola andata.
Nel simbolismo del gospel, il treno sostituisce l’Arca di Noè. The Old Ark’s A-Movering (“La vecchia arca sta per partire”), recita uno spiritual basato sul passaggio della Genesi in cui Dio chiude la porta alle spalle di Noè dopo l’ingresso della sua famiglia nell’Arca. Nella canzone il passo biblico si incrocia con due parabole evangeliche, in cui la porta del Regno dei Cieli si chiude prima che i ritardatari riescano a entrarci. Il treno per il paradiso va conquistato facendosi largo nella calca di aspiranti passeggeri.
Il Gospel Train (1./2)
Grand Bazaar 14.05.2026, 14:30
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Negli Stati Uniti che corrono verso lo sviluppo industriale, la ferrovia attraversa le grandi pianure del paese trasportando da est verso ovest un’umanità disperata, con il suo bagaglio di sogni. L’Ovest è la Terra Promessa, ricca di oro e opportunità di lavoro. Nei vagoni merci viaggiano vagabondi, clandestini, gente in fuga. Sembra di vederli mentre suonano blues con sgangherate chitarre, usando lo sferragliare sulle rotaie per tenere il tempo. È così che nasce il train blues, il blues a ritmo di treno.
Il treno delle anime compare per la prima volta nel 1853 in Scozia, nell’inno Be in Time. La canzone viene presto importata negli Stati Uniti e i suoi temi sono ripresi in The Gospel Train. Su queste carrozze non si fanno differenze di censo, non ci sono seconde classi, il biglietto è a prezzi popolari. In Get on Board Little Children, i bambini diventano un’immagine per indicare i “piccolini”, gli umili in cerca di riscatto nell’aldilà.
Diverso è il discorso in This Train Is Bound for Glory, che pone qualche condizione. Questo treno è riservato ai giusti e ai santi, non c’è posto per giocatori d’azzardo, delinquenti e bugiardi. Il brano assume grande notorietà nella registrazione di Sister Rosetta Tharpe degli anni ‘30 e in quella di Woody Guthrie del decennio successivo, per arrivare fino ai giorni nostri con una veste più rock.
Il Gospel Train (2./2)
Grand Bazaar 21.05.2026, 14:30
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Il treno resta il mezzo di locomozione ultraterreno per eccellenza anche in epoche più recenti. Nel 1968 Steve Cropper e William Bell scrivono Slow Train, che viene registrata dagli Staple Singers. Il treno rallenta per dare a tutti la possibilità di convertirsi e salirci.
La tradizione prosegue anche al di fuori della musica strettamente folk. In People Get Ready, Curtis Mayfield canta di un treno diretto verso il Giordano, che conduce i passeggeri da una riva all’altra del fiume. Nella tradizione gospel, attraversare il Giordano significa abbandonare il mondo terreno per raggiungere il paradiso.
Molte canzoni afroamericane affrontano temi biblici. Nulla di insolito negli USA, dove esiste continuità fra la musica tradizionale e quella leggera: agli inizi della discografia, il pop non era altro che folk inciso su dischi. Le radici profonde di questi suoni germogliano nel repertorio di grandissimi come Bob Dylan, la cui scrittura attinge al grande songbook americano e ai suoi mondi spirituali. Anche ai giorni nostri, il viaggio del Gospel Train prosegue verso la sua destinazione celeste.