Musica da sfogliare

Un libro per decifrare “l’enigma Einaudi”

È la prima biografia sul pianista e compositore italiano. Ammirato dal pubblico, visto con diffidenza dalla critica, ha creato uno stile che sfugge a ogni classificazione

  • 22.11.2025, 14:01
Ludovico Einaudi
  • Imago / Anadolu Agency
Di: RigA 

Succede in tutte le arti, ma qui di musica si parla e nell’ambiente c’è a chi tocca un destino diviso tra l’amore del pubblico e il sospetto della critica. Di questa categoria fa parte Ludovico Einaudi, pianista e compositore che il 23 novembre 2025 compirà 70 anni. Il suo successo è certificato da ogni tipo di riscontro: dai teatri gremiti per i suoi concerti alle classifiche, dal cinema alle serie tv fino ai marchi che hanno usato la sua musica per la pubblicità. Gli ammiratori si spellano le mani, la stampa specializzata, per contro, vede in lui un eccessivo semplificatore, un pianista non eccelso la cui ripetitività rende la sua opera prevedibile. Scrivere di lui - per giunta una biografia - significa dunque addentrarsi in un territorio potenzialmente pieno di inciampi, anche per la natura schiva del personaggio, poco incline a raccontarsi.

L’impresa se l’è assunta il giornalista e storico della musica Enzo Gentile nel suo libro Ludovico Einaudi. La musica, le origini, l’enigma, edito da Cluster-A. Ricca di testimonianze, foto e contributi esterni, è la prima biografia sull’artista italiano.
Nipote di Luigi, secondo presidente della Repubblica italiana, e figlio dell’editore Giulio, Einaudi studia al Conservatorio di Milano, dove incontra Luciano Berio. Sarà proprio Berio a ispirarlo verso una composizione aperta, di ricerca.
Una frequentazione che Gentile ricostruisce nel suo scritto per descrivere la nascita del linguaggio di Einaudi, fatto di semplicità, ripetizione modulare, immediatezza delle melodie. «Gli si attribuiscono quattro etichette che, se lo conosco un po’, Ludovico ripudia in un sol balzo: musica contemporanea, new age, musica minimalista, musica classica. Penso non gliene piaccia nemmeno una. Forse, davvero, nel bene e nel male, Einaudi fa corsa a sé», commenta Gentile.

Un artista ai cui concerti si vedono giovanissimi mandare messaggi o postare sui social tra una canzone e l’altra (manco fossero a un concerto rap), suonato nelle palestre e nei centri yoga, che ha pure generato una serie di epigoni. Secondo Gentile, elementi utili a comprendere che Einaudi «ha raggiunto una sorta di polifunzionalità». L’autore ne affronta la figura dal punto di vista del fenomeno culturale: un uomo riservato che ha creato una sua identità sonora tramite la mescolanza dei generi da lui amati e frequentati, tra pop, folk, rock e classica. Innovatore della comunicazione in musica o abile artigiano? In questo interrogativo risiede l’enigma Einaudi, che il volume vuole aiutarci a decifrare.

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Una vita per la musica

Musicalbox 21.11.2025, 16:35

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  • Claudio Ricordi

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